TURISMO. Agriturist: 2010 anno negativo, serve promozione Italia

Il 2010 è stato un anno negativo per il turismo: a risentirne, non solo le strutture alberghiere ma anche gli agriturismi, per i quali si stima un calo di presenze del 2,1%. È quanto afferma Agriturist (Confagricoltura) che parte da dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo e delle Banca d’Italia per sottolineare come il turismo italiano "continua a perdere colpi senza che si avvertano segnali di concreta reazione". Anche la spesa dei turisti stranieri è diminuita del 2,3% nei primi dieci mesi del 2010 rispetto all’anno precedente, e le stime lasciano intendere che il saldo sarà più negativo se considerato sull’intero anno.

"I riflessi della crisi turistica sull’occupazione sono ormai allarmanti: secondo Federalberghi, nel 2010, i licenziamenti di lavoratori a tempo indeterminato del settore alberghiero, sono arrivati al 3,6%, interessando circa cinquemila addetti. Si può stimare – rileva Agriturist – che nell’intero comparto turistico, tenuto conto dell’indotto, siano stati oltre 20 mila i posti di lavoro perduti. L’agriturismo può contare su una maggiore flessibilità legata al forte impegno di lavoro familiare; ma gli effetti della crisi sull’occupazione si fanno sentire, soprattutto per quanto riguarda le aziende che offrono ristorazione, con una riduzione delle ore retribuite, a parere di Agriturist, del 10%".

Per il presidente Vittoria Brancaccio, "non è possibile proseguire con una gestione approssimativa e spontaneistica del turismo italiano, soprattutto per quanto riguarda le strutture ricettive extra alberghiere (e quindi anche l’agriturismo) che, seppur con offerte frammentate, rappresentano oltre la metà dei posti letto, mentre raccolgono solo il 33% delle presenze. L’extralberghiero, per la dimensione ricettiva generalmente modesta (21 posti letto per azienda contro i 65 degli alberghi), è poco idoneo al ricevimento di gruppi organizzati: deve dunque essere sostenuto con una vigorosa politica d’immagine della "destinazione Italia" e da una efficace attività di formazione degli operatori soprattutto nell’uso di strumenti promozionali individuali, come internet".

"Occorre poi prendere atto che il turismo italiano è sempre meno competitivo sui mercati internazionali, a causa di prezzi più elevati soprattutto rispetto alle mete emergenti, africane e asiatiche. E’ quindi indispensabile una più efficace politica di promozione dell’Italia, capace di intercettare quote rilevanti di turisti disposti a spendere – conclude il presidente di Agriturist – e si deve anche favorire il contenimento dei prezzi, introducendo subito una riduzione dell’IVA sui servizi turistici, invece di penalizzare le imprese introducendo la tassa di soggiorno".

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