TURISMO. Agriturist: agriturismo a meno 6,5%, ma resiste meglio alla crisi

"Le esigenze del turista stanno cambiando. Cresce la vacanza a ritmi lenti, curiosa delle ‘microculture’ locali": è quanto afferma il presidente di Agriturist (Confagricoltura) Vittoria Brancaccio, lanciando l’incontro sul turismo che si svolgerà a Roma il prossimo 5 maggio. Secondo Agriturist, l’agriturismo resiste alla crisi che ha investito il settore: "Se il turismo italiano soffre (-14,5% di presenze nel 2010), l’agriturismo limita i danni e chiude a -6,5%, meglio del settore alberghiero (-9,6%) e di quello extralberghiero (-19,9%)".

Secondo un sondaggio effettuato dall’Osservatorio nazionale del turismo, al primo posto fra ciò che oggi i turisti apprezzano di più c’è la cordialità di chi ospita; seguono la qualità della ristorazione, le possibilità di intrattenimento, il comfort degli alloggi, il contesto ambientale (natura, paesaggio, assenza di fonti di inquinamento). L’offerta culturale è mediamente al settimo posto, ma con significative differenze fra turisti italiani (ottava posizione) e stranieri (quinta). Anche la convenienza del prezzo rappresenta un significativo fattore di scelta.

"I tradizionali richiami delle città d’arte, dai siti archeologici, ai musei – afferma Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – restano forti, ma non bastano a sostenere una ripresa, che tarda a concretizzarsi. Sempre più numerosi sono i turisti che vogliono vivere emozioni immediate, esperienze inconsuete, scoprire nuove mete, di cui l’offerta istituzionale parla poco. L’agriturismo risponde a queste nuove motivazioni del viaggio, lungo o breve che sia, e per questo sente meno la crisi".

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