TURISMO. Aumentano le escursioni nei parchi nazionali. Rapporto CTS

Il turismo nei Parchi Nazionali è in aumento: l’incremento delle presenze, in 7 anni, è stato pari al 34%, contro il 19% rilevato a livello nazionale, e i parchi più visitati sono quelli costieri. Questo il primo risultato significativo emerso dal Rapporto sul Turismo nei Parchi Nazionali Italiani che, nel corso degli ultimi tre anni, ha impegnato il Settore Turismo e Parchi delCTS con il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.

Il sistema dei Parchi Nazionali indagati (22 in tutto) presenta una dotazione complessiva di oltre 9.000 strutture ricettive e 350.200 posti letto ufficiali pari rispettivamente al 7,8% e all’8,4% dell’offerta nazionale. Accanto alla ricettività ufficiale l’indagine considera inoltre l’elevato numero di case non occupate dai residenti: dal rapporto tra le abitazioni non occupate e gli esercizi emerge come i parchi del Sud mostrino le maggiori potenzialità per una futura strutturazione del turismo basata sul concetto di ospitalità diffusa.

Relativamente ai flussi nei parchi nazionali il Rapporto rileva:

  • Oltre 4 milioni di arrivi e 24 milioni di presenze ufficiali pari rispettivamente al 5% e 7% del totale nazionale. Se ai dati si sommano i circa 50 milioni di presenze stimate e attribuibili alla ricettività non ufficiale, si arriva ad una stima di 74 milioni di presenze
  • Un incremento delle presenze pari al 34%, contro il 19% rilevato a livello nazionale
  • un aumento delle presenze tra il 1996 ed il 2001, superiore a quello dei parchi regionali (27%).

I parchi più visitati sono quelli costieri, su cui influisce il turismo balneare, come ad esempio il Cilento (21% delle presenze) il Gargano e l’Arcipelago Toscano, seguiti dal Circeo e dalle Cinque Terre. Nelle aree interne i parchi più visitati sono lo Stelvio e le Dolomiti Bellunesi. Nei restanti 15 parchi nazionali, che rappresentano il 66% della superficie, si distribuisce il 19% delle presenze, caratteristica che dimostra una potenzialità turistica ancora poco espressa.

Dal rapporto emerge inoltre l’identikit del visitatore (6.100 intervistati identificati attraverso un’indagine campionaria). Il turista-tipo dei Parchi Nazionali è consapevole di trovarsi in un’area protetta (85%) ed è frequentatore abituale dei parchi (57%): tra i territori protetti più visitati figurano i parchi storici (Abruzzo, Gran Paradiso, Stelvio). Si rileva anche una buona fidelizzazione del turista che nella metà dei casi ha affermato di essere già stato nel parco in cui è stato intervistato.

Dall’analisi del profilo dei visitatori e delle loro motivazioni emergono alcuni tratti comuni:

  • il turista dei parchi ha un’età compresa tra i 30 ed i 45 anni;
  • ha uno status sociale mediamente elevato;
  • è in possesso di un titolo di studio elevato (52% diploma, 27% laurea) e svolge una professione qualificata, prevalentemente nel settore terziario;
  • proviene sopratutto dal Nord Italia (40% circa) mentre il 10% risiede all’estero;
  • viaggia con mezzo privato in compagnia della famiglia o in coppia;
  • predilige, nell’organizzazione della vacanza, il "fai-da-te" (60%);

La permanenza media dei visitatori è di 5/6 giorni con un’importante presenza (25%) di "turisti di giornata". Dalle interviste emerge, inoltre, un alto livello di gradimento per i servizi presenti nel parco, in particolare, per la ristorazione e la ricettività.

"Il nostro studio sui Parchi Nazionali Italiani – commenta Luigi Vedovato Presidente Nazionale del CTS – fotografa un sistema complesso ed importante che dobbiamo continuare a tutelare e valorizzare attraverso la promozione di un turismo di qualità. Il sistema Parchi costituisce una riserva inestimabile di valori ambientali, culturali ed economici, in termini di sviluppo occupazionale per le comunità locali, soprattutto per i giovani. L’impegno del CTS è inoltre quello di continuare a promuovere il turismo scolastico nelle aree protette per far conoscere ai più giovani l’Italia dei Parchi e per rafforzare il loro legame con il territorio".

"I dati contenuti nel rapporto realizzato dal CTS– dichiara il Ministro dell’Ambiente Onorevole Alfonso Pecoraro Scanio – testimoniano che il turismo nelle aree protette è una realtà concreta in grado di contribuire alla crescita socio – economica delle popolazioni locali creando occupazione soprattutto tra i giovani. Desidero quindi esprimere un particolare riconoscimento al gruppo di lavoro del Centro Studi CTS che – impegnato da anni nello sviluppo del turismo responsabile e di qualità – ha realizzato questa indagine che offre finalmente una visione completa ed organica del sistema parchi fornendo uno strumento prezioso a tutti gli operatori del settore".

 

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