TURISMO. Bilancio 2010, Federalberghi: “Stagnazione ma lieve ripresa di clientela estera”

Turismo 2010: "Una stagnazione rinvigorita solo da una lieve ripresa della clientela estera". Così il presidente Federalberghi Bernabò Bocca ha riassunto l’andamento del turismo alberghiero nel 2010, durante l’assemblea Federalberghi che si è svolta sabato a Firenze. La presenza degli italiani segnala un calo dell’1,5% rispetto al 2009, mentre gli stranieri registrano un più 0,8% di presenze. I dati sono frutto dell’Osservatorio Turistico-Alberghiero di Federalberghi, con indagine su un campione di oltre 1.100 strutture.

I numeri, dunque. Nel 2010 gli alberghi italiani hanno fatto registrare 245,4 milioni di presenze pari a un -0,5% rispetto al 2009. Le presenze dei clienti italiani sono state 137,7 milioni (-1,5% rispetto al 2009), mentre quelle dei clienti stranieri sono state 107,7 milioni con un aumento dello 0,8% nei confronti del 2009. Rispetto al 2009 la domanda complessiva ha mostrato una perdita costante ogni mese con l’eccezione di marzo (+1%) e di luglio (+3,1%).

La domanda dei clienti italiani si è concentrata, come riscontrato già nel passato, soprattutto nel quadrimestre giugno-settembre con il 57,7% di tutto l’anno e con la punta massima ad agosto (21,1%). Quella dei clienti stranieri ha registrato un calo nei mesi di gennaio (-7,3%), febbraio (-2,4%), aprile (-5,6%), ottobre (-7,7%) e novembre (-3,4%), mentre a luglio si è registrato l’aumento maggiore (+6,7%).

Chi arriva e chi parte fra gli stranieri? Nel periodo fra giugno e dicembre, i turisti provenienti dal Regno Unito hanno segnato un recupero del 14,4%, seguiti dai giapponesi con +8,9%, dagli statunitensi con un +5,6% e dai tedeschi con un + 3,8%. In calo invece i canadesi con un -6,2%, seguiti dai francesi con un -4,3%, dai belgi con un -1,6% e dagli austriaci con un -1,2%.

Fra le tipologie turistiche solo quella delle località termali raggiunge un incremento dell’1,9% (frutto di un +0,6% di italiani ed un +4% di stranieri), mentre tutte le altre fanno registrare cali: località montane (-2,7%, di cui italiani -2,6% e stranieri -2,8%), città d’affari (-1,4%, di cui -2,7% italiani e +2,6% stranieri)), località lacuali (-0,7%, di cui +2,3% italiani e -1,8% stranieri), città d’arte maggiore e minore (-0,6%, di cui -1,8% italiani e +0,1% stranieri), località marine (-0,1%, di cui -1% italiani e +2% stranieri).

Il saldo della bilancia valutaria turistica nel 2010 ha segnato un calo dello 0,6% passando da 8,84 miliardi di euro del 2009 agli 8,79 miliardi di euro dell’anno scorso. "Nel 2010 siamo in pratica riusciti a tenere, complessivamente, la posizione conseguita l’anno precedente – ha detto il presidente Bernabò Bocca- realizzando una stagnazione rinvigorita esclusivamente da una lieve ripresa della domanda estera".

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