TURISMO. CdM, ok al Codice del Turismo: risarcimento morale da vacanza rovinata e meno truffe online

Turismo e sanità sono le attività che nei prossimi anni avranno il maggior incremento: l’ultima relazione delle Nazioni Unite prevede per il turismo un incremento di almeno il 50% rispetto ad oggi. Lo ha detto il Premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa, a conclusione del Consiglio dei Ministri, presentando il Codice del Turismo, che oggi è stato definitivamente approvato.

Il Codice introduce molte novità, affinché le imprese turistiche possano crescere, investire, garantire una qualità di servizi elevata. "Grazie a questo Codice – ha detto Berlusconi – diventano imprese turistiche tutte le imprese che sono aperte a fornire servizi ai turisti, quindi i bar, gli impianti sportivi, che godono quindi di una stessa regolamentazione. Le agenzie turistiche on line vengono equiparate a quelle nazionali".

Il Codice del Turismo equipara, infatti, le agenzie di viaggi tradizionali e quelle che offrono i loro servizi su internet e quindi il turista potrà contare su un unico soggetto responsabile della corrispondenza tra i servizi acquistati e quelli resi. Dovrebbero così diminuire le truffe online.

Ma c’è un’altra importante novità: il Codice prevede chiaramente, a tutela del turista, anche il risarcimento per il danno morale da vacanza rovinata. Esso sarà correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta, tenendo quindi conto della motivazione del viaggio. Infine, i Buoni vacanze diventano un istituto stabile di turismo sociale, regolarmente finanziato con parte della quota dell’8 per mille destinata allo Stato.

Le prime critiche al nuovo Codice del Turismo arrivano dalla Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, secondo cui "consentire a tutte le strutture ricettive di estendere la propria attività a quella di somministrazione di alimenti e bevande per le persone non alloggiate nelle stesse strutture produrrà effetti sul turismo opposti a quelli vantati in sede di conferenza stampa a Palazzo Chigi e creerà una sperequazione fra le imprese". La Fipe è convinta che mettere sullo stesso piano tipologie differenti di imprese che così possono proporre uno stesso servizio crea nel mercato regole diseguali per una stessa offerta, in totale spregio alla Direttiva servizi recepita dal Dlgs 59/2010.

Fipe annuncia che attiverà forme di protesta sul territorio, coinvolgendo le 260mila imprese di pubblico esercizio che danno lavoro a circa un milione di persone e generare un fatturato complessivo da 64 miliardi di euro. Per questo è stato convocato d’urgenza un consiglio nazionale; l’azione di protesta sarà fortissima".

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