TURISMO. Coldiretti, un agriturismo su tre è condotto da donne, al sud il 42 %

In Italia è condotto da donne un agriturismo su tre (33 percento) ma la percentuale sale al 42 percento nelle regioni del sud, scende al 39 percento nel centro Italia, al 35 percento nelle isole e tocca il livello più basso nel nord con appena il 26 percento. E’ quanto emerge da una indagine della Coldiretti sulla base di dati Istat presentata in occasione della quarta edizione di Agrietour in programma fino al 20 novembre ad Arezzo. Si tratta di una analisi che – precisano i coltivatori – se da un lato conferma l’elevato grado di presenza femminile nelle attività agricole più innovative come l’agriturismo dall’altro sfata il luogo comune del maschilismo meridionale come dimostra il fatto che si tocca il livello più basso di donne alla guida di agriturismi nel Trentino Alto Adige con solo il 13 percento.

In realtà il contributo femminile è sempre determinante e va ben oltre a quello indicato dalla semplice intestazione dell’attività ed ha accompagnato il forte processo di diversificazione degli agriturismi che – sostiene Coldiretti – hanno in molti casi allargato il proprio campo di attività rispetto alla tradizionale offerta di alloggio e ristorazione. Se su il totale di oltre tredicimila aziende sono quasi undicimila quello autorizzate per l’alloggio e seimila e duecento quelle per la ristorazione, ci sono circa duemila e cinquecento aziende che offrono degustazioni guidate e oltre settemila e quattrocento dove è possibile fare attività diverse: dall’equitazione all’escursionismo, dalle osservazioni naturalistiche al trekking, dalla montain bike ai corsi di formazione. In particolare – precisa l’associazione – le più gettonate sono le attività sportive presenti in quasi tremila agriturismi e con la montain bike (2.101) che prevale sull’equitazione (1.364).

Complessivamente l’agriturismo italiano può contare su 13.000 aziende agrituristiche nazionali e per il 2005 si stima per il 2005 un fatturato complessivo attorno a 800 milioni di euro con circa 3 milioni di ospiti dei quali 600.000 stranieri. Di fronte ai primi segnali di stagnazione nelle presenze e alla crescita di ben il 34% del numero di agriturismi negli ultimi sei anni, l’obiettivo – si legge nella nota stampa – deve essere quello di promuovere la vacanza in campagna che, grazie alla capacità di valorizzare le risorse naturali ed alimentari tipiche del Paese, offre grandi opportunità al turismo Made in Italy. Per rilanciare l’agriturismo occorre approvare entro la fine legislatura la legge quadro già passata alla Camera per introdurre regole chiare a garanzia della qualità e dell’autenticità dell’offerta. Ma anche – continua Coldiretti – di tutelare gli imprenditori agricoli che intendono intraprendere una attività che ha saputo attrarre molti giovani, come dimostra una recente indagine del mensile Campus secondo la quale il sogno di aprire un agriturismo è preferito al posto di manager in una multinazionale.

E proprio alla luce dell’esigenza di chiarezza sull’attività agrituristica sono nate nel 2005 le prime aziende con certificazione di qualità (ente di certificazione CSQA) grazie ad un progetto dell’associazione agrituristica della Coldiretti "Terranostra" destinato ad essere esteso all’intero territorio nazionale. La Camera ha approvato il testo unificato di cinque proposte di legge sulla disciplina dell’agriturismo che da oltre due anni sono state all’esame della Commissione Agricoltura. Il provvedimento, che è adesso all’esame della Commissione Agricoltura del Senato punta – conclude Coldiretti – ad adeguare ai tempi la legge n.730 del 1985, ovvero la prima legge in Europa sull’ agriturismo.

 

 

Comments are closed.