TURISMO. Confesercenti, nel 2007 aspettative di crescita

In occasione del Meeting sul Turismo di Confesercenti, che si terrà domani, 18 e il 19 novembre a Siena, verrà presentata una ricerca Publica Res Swg – Confesercenti "Le prospettive del settore turistico nelle opinioni degli operatori", che mette in evidenza i punti di forza e di debolezza dell’ offerta turistica italiana.

Il 63,8% – si legge dalla nota – valuta positivamente la stagione che si sta ormai concludendo e prevede per le prossime vacanze natalizie stabilità per le presenze di turisti italiani e stranieri. Nel dettaglio, a breve termine, le previsioni di presenze nelle vacanze di Natale/Capodanno sono stabili, mentre nel periodo estivo si prevede una crescita delle presenze. In futuro le macrotendenze evidenziano una situazione di netta crescita per il settore che per il 54,1% degli intervistati si svilupperà sempre di più, grazie alla grande risorsa turistica dell’Italia che coniuga la bellezza del territorio, il patrimonio dei beni culturali e le offerte eno-gastronomiche. Sono le stesse Pmi però a segnalare come per valorizzare la capacità di attrazione turistica sia importante una diminuzione dei costi che consente di ridurre i prezzi per non subire la concorrenza degli altri Paesi.

Anche le strategie di sviluppo e l’azione di governo sono state valutate dalle Pmi intervistate. Per lo sviluppo la maggior parte degli operatori ritiene necessario per rilanciare il settore riqualificare le strutture ricettive, così come migliorare i collegamenti viari interni ed esterni e valorizzare il patrimonio storico-artistico e scommettendo sull’ offerta destagionalizzata 71,8%. Rendere l’offerta italiana maggiormente competitiva significa per gli operatori del settore ampliare la gamma dei servizi offerti diversificando i prezzi, puntando su un offerta che vada a cogliere le esigenze delle famiglie (32,1%) e della terza età (43,9%). Secondo gli intervistati è necessaria un azione di governo che sappia dare priorità alla riduzione del carico fiscale per le imprese di settore per il 51,7% degli intervistati, e promuovere il sistema Italia all’estero, sostenendo la riqualificazione delle strutture ricettive. L’eventuale introduzione della tassa di soggiorno per il 43,2% degli operatori influenzerà negativamente il settore.

Secondo gli imprenditori sono il patrimonio storico – artistico (55,8%) coniugato alla bellezza della natura, delle coste e dei paesaggi (53,8%) e all’enogastronomia (40%) ad essere i veri punti di forza dell’offerta turistica nazionale. Tra i punti di debolezza dell’offerta turistica italiana emergono ancora oggi costi troppo elevati per il 50,3% degli intervistati, che insieme ai collegamenti e ai trasporti interni costituiscono il neo del sistema turistico nazionale. I turisti che scelgono l’Italia lo fanno per la bellezza dei luoghi che il nostro Paese sa offrire.

Oltre il 77 % degli stranieri associano all’Italia l’aggettivo "bella" apprezzando il patrimonio storico-artistico, l’enogastronomia e la bellezza dei luoghi di soggiorno e sono di solito abbastanza soddisfatti al termine di un soggiorno. Dallo studio si evince come i turisti orientali potrebbero essere maggiormente attratti se fossero realizzate maggiori azioni di co-marketing tra istituzioni pubbliche (Regioni, Apt, associazioni) ed organizzati eventi congiunti come mostre e fiere. Tra i servizi che vengono maggiormente richiesti alle strutture turistiche ed alberghiere vi è la domanda sempre più frequente di collegamenti internet 32,6% e di servizi benessere (centri benessere, massaggi, saune, etc) 31,2%.

Si tratta pertanto di un bilancio sostanzialmente positivo per il Turismo italiano che registra nel corso del 2006 una crescita, che dovrà essere sostenuta dall’innovazione dei servizi, coniugata ad un miglior rapporto qualità/prezzo, condizione sempre più necessaria per la modernizzazione dell’offerta turistica. "Al di là della contingenza – ha dichiarato Marco Venturi, presidente Confesercenti- l’Italia deve voltare pagina e deve investire di più sul turismo. Il nostro Paese spende 13 miliardi di dollari all’anno sul turismo (1,6% del PIL), contro i 14,3 della Gran Bretagna ed i 17,8 della Francia. Non a caso il WTO prevede che entro il 2020 l’Italia scivolerà dal quinto posto attuale, al settimo. Per questo è urgente agire sui costi delle imprese, ridurre l’IVA, puntare sull’allungamento della stagionalità e sul miglioramento del rapporto qualità – prezzo.

Questo – conclude Venturi – richiede uno sforzo condiviso con le Istituzioni, per abbattere i costi sostenuti dalle imprese ed in particolare di quelli fiscali, delle tariffe locali e dei costi dell’energia".

 

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