TURISMO. Confturismo: 2008 negativo. A rischio 150 mila lavoratori nel 2009

Numeri negativi per il turismo nel 2008, con un crollo dei pernottamenti degli stranieri (quasi il 6%) e una diminuzione degli italiani. In calo anche il saldo attivo della bilancia valutaria turistica che nei primi dieci mesi dell’anno ha registrato una flessione del 4,4%. Flessioni anche a gennaio, rischio licenziamento per 150 mila persone fra lavoratori del turismo e dell’indotto, e fino a 13 mila imprese a rischio di fallimento. È il quadro tracciato da Confturismo-Confcommercio che ha presentato alcuni dati di scenario del settore.

Nel 2008 gli alberghi italiani hanno registrato 246,5 milioni di presenze con una perdita del 3,1% rispetto al 2007. Nel solo mese di gennaio 2009 il comparto alberghiero ha segnato un meno 7,2% nei pernottamenti e un meno 4,5% di lavoratori rispetto al gennaio 2008. I pernottamenti degli stranieri sono diminuiti del 5,8%, passando a 106,5 milioni dai 113 milioni del 2007, quelli degli italiani sono diminuiti dello 0,9% passando dai 141,3 milioni del 2007 a 140 milioni.

Nei primi dieci mesi del 2008 il saldo attivo della bilancia valutaria turistica ha registrato un meno 4,4%, passando dai 10,4 miliardi di Euro nel 2007 a circa 10 miliardi di Euro. A parte i laghi, la flessione riguarda tutte le tipologie: terme, città d’arte, città d’affari, mare e montagna. Nel dettaglio, nel corso dell’anno scorso sono stati persi 7,8 milioni di pernottamenti alberghieri nel corso dell’intero 2008 (la flessione è di 1,3 milioni di italiani e ben 6,5 milioni di stranieri). A gennaio continuano a calare i pernottamenti (meno 7,2%).

Nel solo mese di gennaio il calo dei lavoratori occupati nel comparto alberghiero è stato del 4,5% (di cui a tempo parziale meno 9,6% ed a tempo indeterminato meno 3%). A questo si aggiunge la flessione del 3,2% nel comparto dell’intermediazione turistica. Il risultato è che il turismo perderebbe, nel solo 2009, 100 mila lavoratori cui si aggiungerebbero 50 mila persone che lavorano nell’indotto. Si stima che siano fra 8 mila e 13 mila le imprese turistiche a rischio fallimento.

"I dati sul turismo maturati finora sono di assoluta gravità, aggravati da un quadro internazionale che definire allarmante è ormai improprio – ha detto Bernabò Bocca, Presidente di Confturismo-Confcommercio – L’allarme, adesso più che mai, si chiama occupazione in quanto il 4,5% di occupati persi negli alberghi nel solo mese di gennaio potrebbe essere il preludio ad un crollo ulteriore. Per fronteggiare quindi una situazione così complessa crediamo che solo una misura straordinaria possa aiutare il settore, con l’adozione di un bonus commisurato al reddito familiare per i connazionali che faranno vacanze in Italia, al fine di spingere la domanda e salvaguardare l’offerta".

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