TURISMO. Domani entra in vigore il nuovo Codice

Da domani, con l’entrata in vigore del Codice del Turismo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 maggio scorso, i consumatori-viaggiatori saranno più tutelati. Le novità sono molte e le Associazioni dei consumatori hanno cercato di riassumerle, mettendo l’accento su punti diversi. Il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e Utenti ricorda che il decreto dà attuazione alla direttiva comunitaria sulla multiproprietà, che doveva essere adottata dagli Stati membri entro il 23 febbraio 2011.

D’ora in poi la tutela dei consumatori nei contratti di multiproprietà sarà estesa anche ai prodotti per le vacanze di lungo termine (cioè ai contratti pluriennali con i quali i consumatori, a titolo oneroso, acquistano sconti o altri vantaggi in relazione ad un alloggio) ed ai contratti di rivendita e di scambio di multiproprietà, colmando le lacune attuali ed estendendo il campo di applicazione e la tutela dei consumatori. Invece degli attuali 10 giorni, d’ora in poi il consumatore avrà 14 giorni (naturali e consecutivi) per recedere dai contratti di acquisto/rivendita/scambio di multiproprietà e dai contratti relativi a prodotti per le vacanze di lungo termine.

Per facilitare il recesso, il venditore dovrà consegnare ai consumatori un apposito formulario di recesso (separato dal contratto stesso) sul quale verrà indicato il termine per il recesso; se il consumatore non dovesse ricevere il formulario, il termine per recedere si allungherà notevolmente (1 anno e 14 giorni).

La nuova legge, inoltre, conferma il divieto di qualunque versamento di danaro a titolo di acconto per i contratti di multiproprietà e di scambio e per i prodotti per le vacanze a lungo termine prima della fine del periodo di recesso. Per quanto riguarda i contratti di rivendita (che sono il vero cappio al collo per i consumatori) è vietato qualsiasi pagamento prima che la vendita abbia effettivamente luogo.

Nel Codice del Turismo c’è la definizione delle agenzie di viaggio e turismo, e si prevede una polizza assicurativa obbligatoria a garanzia "dell’esatto adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto di viaggio in relazione al costo complessivo dei servizi offerti". Il Codice del Turismo riscrive poi alcuni articoli dedicati ai pacchetti turistici: per quelli venduti on-line, il venditore deve comunicare per iscritto l’esclusione del diritto di recesso, in caso contrario il consumatore potrà recedere dai contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali. Un’altra novità è quella prevista all’art. 43 laddove si prevede che si considerano inesatti adempimenti "le difformità dagli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati".

All’art. 47 si prevede poi specificatamente il danno da vacanza rovinata (fino ad ora riconosciuto soltanto a livello giurisprudenziale), facendolo dipendere dal tempo di vacanza inutilmente trascorso e dall’irripetibilità dell’occasione perduta. Fino ad oggi il consumatore insoddisfatto della sua vacanza doveva inviare un reclamo scritto (entro 10 giorni lavorativi dalla data di rientro) con raccomandata a/r, mentre dal 21 giugno sarà possibile inviare il reclamo anche con altri mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento.

"Grande soddisfazione – dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Vicario di Adiconsum – per l’entrata in vigore dal 21 giugno delle norme da tempo richieste dall’Associazione a tutela dei consumatori che acquistano una multiproprietà. Finalmente la normativa italiana si è adeguata alla direttiva europea del 2008". Adiconsum riassume in un decalogo le nuove norme:

  1. La tutela del consumatore si estende anche ai contratti multiproprietà con una durata minima di un anno. La precedente normativa prevedeva una durata minima di tre anni.
  2. La tutela non riguarda solo i beni immobili (case, villette, ecc.), ma anche beni mobili (navi, roulotte, ecc.), se adibiti ad alloggi.
  3. La nuova norma impone anche un’adeguata pubblicità per tutti i "contratti accessori" (contratti di finanziamento, pulizie, utilizzo impianti sportivi, ecc.) collegati alla multiproprietà.
  4. Il diritto di recesso si esercita entro i 14 gg. successivi alla stipula del contratto (vecchia norma 10 gg.) e il formulario da utilizzare per tale recesso deve essere allegato al contratto e non può essere oneroso per il consumatore.
  5. Se tale formulario non viene consegnato alla stipula del contratto il periodo di tempo per il diritto di recesso si allunga ad 1 anno e 14 giorni.
  6. Il ripensamento diventa di 3 mesi e 14 gg. se mancano altre informazioni precontrattuali.
  7. La rescissione del contratto multiproprietà comporta l’automatica rescissione di tutti i contratti accessori.
  8. Non è possibile chiedere anticipazioni temporali di pagamento delle rate concordate nel contratto multiproprietà, né imporre versamenti non concordati.
  9. È diritto del consumatore ricevere – almeno 14 prima della scadenza di pagamento – una richiesta scritta con l’importo esatto della rata da pagare. Il consumatore, dopo il pagamento di almeno due rate, può rescindere unilateralmente il contratto senza incorrere in penali.
  10. Sono state inasprite le sanzioni amministrative, portando quelle pecuniarie sino a cinquemila euro e allungando la durata della sospensione del servizio fino a sei mesi.

Il Centro Europeo Consumatori (CEC) di Bolzano offre un servizio di assistenza per viaggiatori, in cui include informazioni sulle novità introdotte dal Codice del Turismo. La Rete dei Centri Europei Consumatori (ECC-Net) nel 2010 ha aiutato ed assistito i consumatori in più di 71.000 casi e un reclamo su 3 ha riguardato il fornitore di un servizio di trasporto; di questi il 60% ha riguardato una compagnia aerea. Il CEC ricorda che il Codice ha dato attuazione ad una direttiva comunitaria sulle multiproprietà e introdotto il danno da vacanza rovinata, facendolo dipendere dal tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta. "Nella nostra esperienza – afferma Monika Nardo, consulente del CEC – i reclami nel settore turistico, pur essendo al primo posto tra tutti i reclami gestiti annualmente, non sempre trovano esito positivo: se non altro per la scarsa volontà di alcuni operatori di trovare una soluzione amichevole ai reclami".

Secondo Federconsumatori, Adusbef e Movimento Consumatori, invece, il Codice del Turismo voluto dal Governo e dal Ministro Brambilla rappresenta l’ennesima occasione mancata. "Un Codice che non è assolutamente in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini, dal momento che è stato predisposto, in maniera superficiale e presuntuosa, senza coinvolgere le parti sociali, e senza avviare un dibattito con le associazioni che tutelano i turisti né con le associazioni di categoria – sostengono le Associazioni dei consumatori – Un settore così importante e vitale per l’economia come il turismo, che possiamo considerare il vero e proprio oro nero del nostro Paese, non può essere affrontato in maniera così approssimativa ed irresponsabile".

Numerose le critiche delle AACC nel merito del provvedimento:

  • Grave il fatto di aver espunto 20 articoli dal Codice del Consumo, rompendo così il corpo unico e facendo venire a mancare la visione d’insieme che era stata una dei tanti pregi del Codice del Consumo.
  • Il Codice del Turismo non ha previsto per la definizione dei requisiti di classificazione alberghiera e delle altre strutture turistiche il parere delle Associazioni dei Consumatori, ma solo di quelle imprenditoriali.
  • La norma sul danno da vacanza rovinata cerca di codificare un danno di origine giurisprudenziale che giustamente doveva essere riconosciuto, anche sulla base di numerose sentenze. Riteniamo incomprensibile, però, correlare l’espressione del "danno al tempo di vacanza inutilmente trascorso". Una definizione vaga che lascia spazio a diverse e controverse interpretazioni: sarebbe stato meglio specificare che il danno fosse correlato alla durata dell’inadempimento che vi ha dato luogo, come avevano chiesto in Commissione le nostre Associazioni.
  • Viene mantenuta la stessa impostazione relativamente al Fondo di Garanzia, senza affrontarne le gravissime carenze. Tale fondo rimane perciò limitato ai pacchetti turistici e non esteso, come da anni richiediamo, anche ai problemi con i vettori aerei, dimostrando che vicende come quella di Todomondo non hanno insegnato nulla al Governo, che si è limitato a disporre una polizza assicurativa a titolo volontario per le emergenze a carico del cittadino turista.
  • Sulle procedure di conciliazione extragiudiziale per dirimere le controversie si fa riferimento alla possibilità della conciliazione volontaria e paritetica tra un conciliatore in rappresentanza dell’impresa e un conciliatore in rappresentanza dei turisti, secondo quanto previsto dal Codice del Consumo. Le AACC privilegiano questa strada, anche alla luce dei protocolli realizzati con Astoi, Fiavet ed Alitalia.

 

 

 

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