TURISMO. Ecco i piani dei cittadini Ue per le vacanze del 2009. Inchiesta Eurobarometro

Circa il 50% dei cittadini europei viaggiano ogni anno e, per molti paesi dell’Unione europea, questa percentuale è ancora più alta; inoltre quasi i tre quarti degli europei fanno almeno un viaggio all’anno. Ma quali sono i piani dei cittadini dell’Ue per le vacanze del 2009? Ce lo dice un’inchiesta Eurobarometro, condotta tra il 14 e il 18 febbraio 2009. L’inchiesta, diffusa oggi dalla Commissione Ue, ha coinvolto oltre 27mila cittadini dei 27 Stati membri, con più di 15 anni.

Queste sono risultate le principali tendenze per le vacanze di quest’anno: quasi la metà dei cittadini intende passare le vacanze nel proprio paese (nel 2008 l’ha fatto il 43%); soltanto il 19% ha dichiarato con certezza che quest’anno non viaggerà (nel 2008 non ha viaggiato il 32% degli europei); un terzo degli intervistati sceglierà una vacanza di qualità mentre il 28% è ancora indeciso sul tipo di viaggio che farà, sia sulla destinazione sia sulla durata. Aumenta il numero dei viaggiatori che si organizzano la vacanza da soli (il 56%), utilizzando soprattutto internet.

Quattro europei su dieci, di quelli che hanno in programma di fare una vacanza nel 2009, crede di avere soldi a sufficienza per finanziarla; solo uno su dieci ha seri difficoltà finanziare, che potrebbero avere un impatto sull’organizzazione della vacanza.

Quali sono le destinazioni preferite per fare vacanza? Il 54% predilige località turistiche, mentre il 28% vorrebbe raggiungere "destinazioni inesplorate". Spagna, Italia, Francia e Grecia sono state le destinazioni scelte dal 14% degli europei nel 2008 e restano dominanti anche per quest’anno.

I fattori che indirizzano principalmente la scelta del posto di vacanza sono: l’attrattività della località, per il 31%; l’eredità culturale del posto, per il 24% e la possibilità di divertimento, per il 15%. Ma non bisogna dimenticare il meteo che gioca un ruolo importante: infatti la metà degli europei va in vacanza a luglio e agosto.

Per consultare l’inchiesta cliccare qui

Comments are closed.