TURISMO. Federalberghi e Agriturist: settembre negativo, agriturismi senza boom

Turismo in fase di stasi: negli alberghi a settembre torna il segno meno con una flessione dell’1,8% dei pernottamenti, mentre Agriturist stima che per il 45% degli agriturismi nell’estate scorsa ci siano stati meno ospiti e soggiorni più brevi. Secondo Federalberghi, settembre "pur facendo segnare la perfomance meno negativa dall’inizio dell’anno, con un -1,8% di pernottamenti tra italiani e stranieri, non è riuscito a confermare la leggera inversione di tendenza monitorata ad agosto".

"Dopo il dato positivo nei pernottamenti alberghieri registrato ad agosto, dobbiamo purtroppo riscontrare come a settembre sia tornata ad affermarsi una tendenza ribassista, che evidenzia come la crisi non sia ancora giunta ad una svolta significativa". È questo il commento del presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati di una indagine svolta dalla Federazione dall’1 al 4 ottobre. "I dati consolidati da gennaio a settembre, infatti, registrano un complessivo -4,7% di presenze alberghiere tra italiani e stranieri e, cosa ancor più grave, un -4,9% di lavoratori occupati".

Il sondaggio condotto da Agriturist (Confagricoltura) su 300 operatori ha evidenziato per molti una diminuzione degli ospiti. "Chi, a inizio stagione, aveva annunciato che l’agriturismo sarebbe cresciuto – ha detto Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – si è chiaramente allontanato dalla realtà. Non possiamo che guardare con preoccupazione ai fine settimana autunnali, nei quali la flessione della domanda registrata nei mesi estivi potrebbe farsi sentire ancor più severamente".

Gli ospiti dell’estate, secondo quanto dichiarato dal 46% degli intervistati, sono diminuiti, e il 45% ha registrato prenotazioni per soggiorni più brevi, rispetto allo scorso anno. Il 39% degli operatori ha dichiarato che le prenotazioni degli stranieri hanno subito una flessione. Tutto questo ha contribuito a determinare, nel 24% dei casi, una utilizzazione dei posti letto inferiore addirittura al 50%. Nel 66% delle aziende agrituristiche, i soggiorni non hanno superato i cinque pernottamenti, prosegue Agriturist, mentre circa la metà degli agriturismi ha registrato una durata media dei soggiorni inferiore ai tre giorni. Anche nel fine settimana di Ferragosto sono state moltissime le richieste di ospitalità anche per una sola notte. Fra le province che hanno maggiormente sofferto, Perugia, con il 75% delle aziende che accusano un calo della domanda, seguita da Arezzo (-69%), Firenze (-50%) e Siena (-40%).

Ma c’è anche chi se l’è cavata. Poco meno del 40% degli intervistati ha dichiarato di aver superato l’80% di utilizzazione dei posti letto: per metà si è trattato di una conferma dei risultati ottenuti nell’anno precedente, mentre l’altra metà ha registrato ospiti in crescita, soprattutto grazie all’aumento delle presenze di stranieri.

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