TURISMO. Federturismo Confindustria chiede al Governo “attenzione concreta” contro la crisi

Il turismo italiano arranca e non tiene il passo con l’andamento del settore negli altri paesi, come gli Stati Uniti e l’Europa. La stagione estiva ha visto un "crollo del 10% dei viaggi in Italia". I cinque maggiori musei italiani fatturano il 12,7% del British Museum, il 6% del Metropolitan Museum e il 13% del Louvre. In competitività turistica l’Italia è scesa al 28mo posto della graduatoria del World Economic Forum. È il quadro tracciato da Federturismo Confindustria, che ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio e ha chiesto al Governo "attenzione concreta" all’industria turistica.

"Federturismo Confindustria, l’unica associazione che rappresenta la totalità dei settori e dei leading players dell’industria turistica italiana – afferma il presidente Daniel John Winteler nella lettera – lamenta che, al di là delle dichiarazioni di intenti, le politiche turistiche continuano a disattendere le aspettative del comparto che essa rappresenta". Il problema non è neanche rappresentato dall’istituzione di un ministero del turismo. "La vera urgenza – continua Winteler – è definire un potere di coordinamento delle politiche, ovunque allocato". Per l’associazione c’è "un assetto costituzionale della competenze sul turismo che va rivisto per ridare al governo un vero potere di coordinamento". E sul capitolo fondi precisa: "Le regioni spendono in media più di 300 mln di euro all’anno per la promozione turistica, l’ENIT negli ultimi tre anni ne ha spesi circa 24 mln all’anno. Si pone urgentemente il problema dell’utilizzo efficiente dei fondi".

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