TURISMO. Fipe: “Estate debole ma non drammatica”

La vacanza è diventata mordi e fuggi, con trolley leggeri, ferie frazionate e distribuite in più periodi e un occhio particolare alle spese, che porta a consumare meno alcolici, vino, pesce e dolci ma senza rinunciare a panini, birra, gelati. La stagione estiva si conferma "debole, ma non drammatica", con un calo di turisti dell’1,3% a luglio, mentre agosto è più stabile con il meno 0,2%. È quanto rileva una indagine realizzata dal Centro studi Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) su un campione di 320 imprese fra ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari e rifugi alpini.

Giugno e luglio sono trascorsi sottotono per il 60% degli esercenti che confidano in agosto per una ripresa. In termini di fatturato, si rileva una perdita di circa 1,2 miliardi di euro per i primi due mesi estivi, pari a una flessione del 3,7% rispetto al 2008.

Cambiano dunque gli stili di vacanza. "E così il vacanziere di trent’anni fa con la valigia in mano gonfia di vestiti per un mese di soggiorno lascia il posto al nuovo turista con il trolley piccolo e maneggevole dall’uso frequente. E se la nuova tendenza fa soffrire chi incentrava gli affari in maniera esclusiva sulla stagione estiva, le micro-vacanze – afferma la Fipe – sembrano favorire il sistema turistico nel suo complesso e soprattutto quelle destinazioni che possono contare su un efficiente sistema di servizi integrati".

Il panorama non è tutto nero, insomma. "L’estate turistica mostra qualche prevedibile debolezza, ma non sarà una debacle – afferma Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe – perché alle ferie estive non si rinuncia, nemmeno in periodo di crisi. E sarà così anche nei prossimi anni. Le possibilità per lo sviluppo del turismo, allora, vanno ricercate negli altri periodi dell’anno che il turista, anche quello italiano, dimostra di gradire, cercando di ottimizzare il suo budget turistico annuale e accelerando quel processo di destagionalizzazione da tutti auspicato anche per elevare il tasso di produttività e di efficienza del settore".

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