TURISMO. Fipe: “Si viaggia col portafoglio chiuso”

Si viaggia col "portafoglio chiuso". Si rinuncia alle bibite: basta l’acqua minerale. Non ci si priva del gelato ma per pizzerie e ristoranti non è tempo di affari. In uno slogan: "La crisi economica c’è e si vede". Questa volta l’affermazione viene dall’ufficio studi della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi, sigla che riunisce bar, ristoranti, stabilimenti balneari, discoteche e rifugi alpini) che nel suo "Focus turismo. La stagione estiva 2008" denuncia un calo di presenze anche nei pubblici esercizi. Diminuiscono le presenze e i consumi. Si spostano meno stranieri e meno italiani. A fine stagione la flessione sarà del 4,8% pari a circa 28 milioni di presenze in meno. "La crisi dei consumi nel turismo – afferma la Fipe – è dovuta per gran parte proprio dal minor afflusso e per il resto da una minore propensione alla spesa di chi andrà comunque in vacanza: una crisi in grado di mandare in fumo quasi tre miliardi di euro di fatturato reale con un calo di quasi il 7% rispetto all’estate 2007".

I gestori del resto sono pessimisti: per il 64% la stagione è iniziata peggio dell’anno scorso e solo pochissimi confidano in una ripresa per agosto e settembre, facendo scendere il gruppo dei pessimisti al 58%. Si spostano meno italiani – in flessione il mare a meno 6,8% e la montagna a meno 3,8% – e meno turisti. L’Italia, afferma il Fipe, richiama soprattutto i "nuovi ricchi", russi, cinesi ed europei del Nord, mentre diminuiscono i cittadini degli altri paesi che vivono una situazione di sofferenza economica. Gli affari insomma stentano, anche se il 66,7% degli esercenti interpellati dalla ricerca dichiara di non aver ritoccato i listini.

Per il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani i "segnali negativi erano già stati annunciati da più parti". "Non dobbiamo però piangerci addosso, ma dobbiamo darci tutti da fare e puntare sulla qualità dei servizi offerti – ha aggiunto Stoppani – Anche la politica, però, deve fare la sua parte. Non basta certo una nuova classificazione alberghiera, per altro nemmeno condivisa da tutte la categorie, per invertire la rotta declinante del nostro turismo. Bisogna credere e investire energie e risorse in un nuovo modello di turismo, fatto non solo di ricettività a accessibilità, requisiti che ormai si trovano dovunque, ma anche di tanti servizi, pubblici e privati, integrati ed efficienti".

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