TURISMO. Governo liberalizza il settore, PD:”Getta nel panico imprese e commercianti”

Il Governo ha approvato, nel Consiglio dei Ministri dello scorso 19 marzo, il decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria sui servizi del mercato interno. La cosiddetta direttiva Bolkenstein che va verso la liberalizzazione del mercato dei servizi, come suggerito dalla Strategia di Lisbona. La direttiva permette di superare gli ostacoli di ordine giuridico che si frappongono all’effettivo esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori e della libera circolazione dei servizi nei Paesi dell’Unione Europea. Viene prevista la razionalizzazione normativa e amministrativa della regolamentazione e, in particolare, delle procedure e delle formalità relative all’accesso e allo svolgimento dell’attività, la creazione di una rete di assistenza reciproca finalizzata a garantire il controllo dei prestatori e dei loro servizi, l’istituzione di un sistema elettronico per lo scambio di informazioni tra gli Stati (co-proponenti i Ministri dello sviluppo economico e della giustizia).

Ma la direttiva è molto complessa e il PD ha posto un problema specifico che riguarda il settore del turismo. Secondo Armando Cirillo, responsabile Turismo, e Antonio Lirosi, responsabile Commercio e diritti dei consumatori, "con questo decreto legislativo il governo precipita nel panico le imprese balneari e turistico-ricreative (28.000 esercenti), e i commercianti che operano su aree pubbliche (160.000) per l’incertezza normativa che si viene a creare nella regolamentazione relativa al rinnovo delle concessioni demaniali e più in generale all’esercizio delle attività". "Il meccanismo di apertura delle attività – spiega Lirosi – prevede in linea generale la DIA, che elimina il regime autorizzatorio nel commercio, nel turismo e nei servizi alla persona. Con questa norma gli stabilimenti balneari non hanno la certezza di veder rinnovate le proprie concessioni alla scadenza".

E c’è poi un problema politico. "Questa norma è invasiva perché lede le competenze delle Regioni in materia di commercio" ha detto Lirosi. Con questo decreto, in pratica, le Regioni non hanno più alcuna possibilità di intervento in materia di apertura dei negozi e delle attività commerciali e dunque il Governo avrebbe dovuto aspettare il parere della Conferenza Stato-Regioni, ma non lo ha fatto. "Una scelta assolutamente non rispettosa delle competenze legislative esclusive delle Regioni in materia di commercio, turismo e servizi alla persona" hanno dichiarato i deputati Cirillo e Lirosi.

Senza contare che non si è tenuto conto neanche della discussione che si è avuta nelle Commissioni parlamentari chiamate a esprimere il parere sul provvedimento e soprattutto delle richieste espresse dai parlamentari PD con riguardo al settore turistico-balneare e a quello del commercio su aree pubbliche.

Intanto l’Anva-Confesercenti fa sapere di aver ottenuto una deroga all’art.16 della direttiva Bolkenstein che riconosce, allo scadere dell’autorizzazione, il diritto al rinnovo acquisito dalle imprese ambulanti nel corso degli anni con la presenza continua sui mercati all’insegna della correttezza e della disponibilità.

"Non è possibile pensare di negare il rinnovo della concessione ad un venditore ambulante dopo 10 anni di lavoro e di presenza in un mercato pubblico". E’ quanto afferma il Presidente Nazionale dell’Anva-Confesercenti, Maurizio Innocenti che sottolinea: "Stiamo parlando di una categoria che da sempre rappresenta un importante strumento di compensazione nei periodi di crisi economica, frenando il lievitare dei prezzi e consentendo alle famiglie di avere servizi di prossimità e prodotti di qualità a costi più contenuti".

Secondo Innocenti "è importante disciplinare un settore come quello del commercio ambulante, così come avviene in tutti gli altri Paesi europei, ma va fatto nel rispetto delle circa 170 mila imprese che vi lavorano e che grazie ad esso sopravvivono". "Per questo, siamo disponibili a collaborare con il Governo e le Regioni nella definizione di provvedimenti adatti a migliorare questo settore a beneficio dei consumatori e delle stessi imprese. L’importante – conclude il Presidente dell’Anva – è modernizzare il commercio ambulante arricchendolo e rendendolo sempre più competitivo e non fare passi indietro mettendo in crisi chi ne fa parte".

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