TURISMO. Istat: nel 2010 -11,4% dei viaggi per vacanza. Federconsumatori chiede interventi

Il 2010 è stato un anno nero anche per il turismo. Hanno subito un drastico calo i viaggi per vacanza (-11,4%), ma soprattutto le vacanze brevi (-18,7%) e il numero dei pernottamenti. Sono i dati, pubblicati oggi dall’Istat sul turismo italiano nel 2010. Anche i viaggi per motivi di lavoro hanno registrato una forte diminuzione (-18,4%), accompagnata dal calo del relativo numero di pernottamenti (-29%). Resistono i soggiorni di vacanza lunga (di almeno 4 notti) e i pernottamenti per vacanza lunga che si mantengono sostanzialmente stabili.

Nel complesso, nel 2010 i viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia sono stati 99 milioni e 997 mila, per un totale di 626 milioni e 947 mila notti. Rispetto al 2009 si è registrata una diminuzione del numero dei viaggi (-12,4%) e del numero dei pernottamenti (-7,8%).

"Confermati i dati emersi dalle rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, relativamente al disastroso andamento del turismo nel 2010". "Un crollo dovuto soprattutto alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie, pari al -9,6% dal 2007 ad oggi, che si va ad aggiungere al drammatico quadro economico registrato da diversi anni a questa parte, contrassegnato da una pesante caduta dei consumi (-6% negli ultimi 3 anni). Una situazione preoccupante – scrive Federconsumatori – che richiede interventi immediati ed urgenti, in assenza dei quali nel 2011 le cose non potranno che peggiorare. Non solo in direzione di un rilancio della domanda di mercato in grado avviare una ripresa dell’economia, ma anche per risollevare il turismo nel nostro Paese".

Federconsumatori afferma da tempo che il turismo è l’oro nero italiano, per questo chiede che si rilanci il settore, attraverso investimenti tesi a migliorarne la qualità ed i servizi, eliminando le attuali inefficienze ed abbassando i costi ed i prezzi, che continuano ad essere troppo elevati. "Inoltre – conclude l’Associazione – assurda e controproducente è la tassa sul turismo, che non solo peserà sulle tasche dei cittadini che si metteranno in viaggio, ma danneggerà l’intero comparto, contribuendo ad un ulteriore calo delle presenze e rendendo meno competitivo il turismo italiano agli occhi dei turisti provenienti da altri paesi".

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