TURISMO. L’Italia perde il confronto con gli altri Paesi del Mediterraneo

"Rispetto agli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, nostri diretti concorrenti, l’Italia sta perdendo in termini di competizione, non per la qualità ma per i costi e i prezzi dei servizi turistici. Questo è il messaggio che oggi vogliamo dare al Paese, a cominciare dagli imprenditori. Bisogna fare di più, affinché ci sia un maggior equilibrio tra qualità e prezzi, altrimenti non riusciremo ad intercettare i flussi internazionali e sono oggettivamente gli imprenditori che devono intervenire sui costi e i prezzi".

E’ quanto ha detto Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori, ad Help Consumatori a margine della conferenza stampa in cui è stata illustrata la ricerca effettuata dall’Osservatorio Nazionale Permanente di Federconsumatori e dall’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo, sulle proposte di viaggio formulate dai tour operator.

Ecco alcuni dei dati che dimostrano quanto detto da Trefiletti: una settimana al mare, nel periodo di Ferragosto, in Italia costa a persona fino a 1.568 euro; una settimana nelle città d’arte costa sui 1.100 euro (1.141 euro a Roma, 1.113 euro a Firenze) e una settimana in una località di mare italiana, per una persona proveniente da un altro Paese europeo, costa fino a 1.690 euro.

In Spagna la spesa media per una settimana al mare nel periodo di Ferragosto è di 1.268 a persona, in Egitto di 1.211 euro, in Tunisia di 1.070 e in Slovenia e Croazia di 810 euro.

Per quanto riguarda il turismo nelle capitali e nelle città d’arte, la differenza di costi è ancora più significativa: 607 euro a Barcellona, 635 a Budapest, 672 a Praga, 721 a Vienna, 821 euro a Parigi.

"La ricerca che presentiamo oggi – ha dichiarato il vicepresidente dell’EBNT Giuseppe Cassarà – aiuta i consumatori ma anche la parte datoriale. Per noi operatori del turismo il patrimonio è costituito dai clienti ed è quindi nostro interesse quello di mantenere un portafoglio clienti il più numeroso possibile. Da sempre auspichiamo un tavolo tecnico per trovare le cure migliori per questo malato che è il turismo". "Il turismo è l’oro nero del nostro Paese – ha concluso Trefiletti – per questo dobbiamo svilupparlo sempre più. Di certo la competitività va aumentata con la qualità e non facendo dumping sociale. La sfida vera è quella di aumentare la qualità dei servizi".

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