TURISMO. L’UNC spiega come evitare sorprese se si prenota un appartamento per il ponte del 2 giugno

Per chi ha deciso partire per il "ponte" del 2 giugno e pensa di prenotare un appartamento ci sono buone notizie, per evitare sorprese sgradevoli. L’Unione Nazionale Consumatori ha diramato un "memorandum" in cui ricorda innanzitutto che le locazioni per uso turistico non rientrano né nella legge sull’equo canone né su quella dei patti in deroga, quindi il prezzo è completamente libero ed è lasciato alla trattazione delle parti.

C’è poi il problema dei consumi di elettricità, gas, telefono e acqua. "Molti fanno un prezzo tutto compreso, ma il più delle volte tendono ad eccedere per cautelarsi" – scrive l’UNC in un comunicato.

"E’ meglio pagare quanto si è consumato – avvisa l’Associazione dei consumatori – sulla base della lettura iniziale e finale dei contatori. Per il telefono basta comporre il 4717, che comunica la spesa fino a quel momento, da sottrarre a quella comunicata quando si lascia l’appartamento".

Il memorandum dell’UNC spiega che "le tariffe dell’elettricità, per la quale basta leggere il contatore, variano secondo i consumi, ma è ragionevole non pagare più di 20 cent a kilowattora. Quelle del gas e dell’acqua variano invece molto da zona a zona, quindi occorrerebbe informarsi presso le locali aziende erogatrici, anche se potrebbero essere calcolate forfettariamente perché incidono poco".

C’è poi chi chiede una "cauzione" per eventuali danni alla casa o ai mobili, smarrimento stoviglie, eccetera: più che giusto, ma, secondo gli usi, per un periodo di un mese non dovrebbe superare un quarto del canone pattuito e sarebbe bene fare un inventario sia pure sommario delle cose e del loro stato per evitare alla fine addebiti impropri".

Altro consiglio importante dell’UNC: "se si stipula il contratto diverso tempo prima della vacanza, è meglio prevedere la possibilità di disdetta (per eventi imprevedibili) pagando solo la "caparra penitenziale", ovvero l’acconto versato che secondo gli usi non può superare il 25%: in molti contratti, infatti, è previsto il pagamento dell’intero importo in caso di disdetta".

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