TURISMO. Legambiente Turismo: 2010, anno record per l’etichetta ecologica

Il 2010 è stato un anno record per Legambiente Turismo: l’etichetta ecologica per le strutture ricettive e turistiche è cresciuta molto, confermandosi come la rete nazionale più significativa per la qualità ambientale dell’accoglienza turistica. All’etichetta hanno aderito: un nuovo gruppo in Puglia, nell’area salentina, uno in Sardegna nelle province di Nuoro e Ogliastra, in Campania (Mondragone, Eboli, Cetara/Costiera Amalfitana), nelle Marche (Fano e Senigallia), in Lombardia (Gruppo Ethos di Milano e Brianza), in Emilia Romagna (Agriturismi di eccellenza della Coldiretti).

A fine 2010 si contano 426 aziende associate all’etichetta ecologica, con 63.000 posti e quasi 9 milioni di presenze. L’Emilia Romagna si conferma l’area più ricca con 129 aziende aderenti, 22000 e posti letto e una stima di circa 3 milioni di presenze. Legambiente Turismo sottolinea la forte crescita di adesioni da parte di strutture delle zone interne della regione (in particolare agriturismi d’eccellenza – 9 solo in provincia di Piacenza – e B&B) che si affiancano agli hotel e camping della costa tra i primi ad aderire all’iniziativa nata proprio in riviera oltre 10 anni fa. Altri raggruppamenti di rilievo in Toscana (44 aziende e 4134 posti), Marche (39 aziende e 4672 posti), Lombardia (39 aziende e 4160 posti) e Campania (33 aziende e 3089 posti).

Novità importanti anche sul fronte della qualità dell’iniziativa che viene richiesta al gruppo nazionale e alle strutture regionali di Legambiente. "Sempre di più – commenta Luigi Rambelli, Presidente Nazionale di Legambiente Turismo – le aziende aderenti che sono organizzate in gruppi locali e/o di area, si rivolgono all’associazione ambientalista chiedendo di intervenire su qualità del territorio, rapporto con il settore agroalimentare perv le forniture di prodotti locali, gestione e produzione energetica da fonti rinnovabli, assetto della viabilità, funzionamento dei servizi ferroviari, assetto urbanistico della città. Una maggiore consapevolezza del valore dell’ambiente per il futuro del turismo conduce l’impresa a chiedere un impegno più ampio anche a noi. E’ senza dubbio la richiesta di un salto di qualità per la nostra associazione e in particolare per Legambiente Turismo".

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