TURISMO. Neve, Federalberghi: aumentano i vacanzieri ma spendono di meno

Aumentano gli italiani che si sono concessi vacanze sulle neve ma diminuisce la spesa sostenuta e dunque il giro d’affari complessivo. Da gennaio a marzo quasi 5,8 milioni di italiani sono stati in località montane o sciistiche rispetto ai 5,3 milioni del 2008. Diminuiscono coloro che hanno trascorso una settimana bianca (da 2,2 a 2 milioni), crolla il numero di chi, oltre alla settimana bianca, ha effettuato almeno un fine settimana sulla neve (da oltre 700 mila e circa 400 mila italiani) mentre aumentano i vacanzieri "mordi e fuggi" che vanno in montagna per il fine settimana: circa 3,7 milioni di persone quest’anno contro i 3,1 milioni del 2008.

I dati sono stati resi noti da Federalberghi e rappresentano il consuntivo di settimane bianche e week end sulla neve presentate a Napoli in apertura dell’Assemblea Generale Ordinaria di oggi e domani. Il giro d’affari complessivo è stato di 3,4 miliardi di euro, rispetto ai 4,4 miliardi del 2008. Chi è andato in settimana bianca ha speso in media 620 euro quest’anno (erano 677 nel 2008). Chi invece si è recato in montagna solo per il fine settimana ha speso in media 295 euro (contro i 310 dell’anno scorso).

"È un preoccupante impoverimento della spesa turistica quello che si registra nel corso del trimestre invernale, pur in presenza di un aumento tangibile del numero di italiani che hanno effettuato vacanze sulla neve, grazie anche all’ottimo innevamento naturale presente in tutte le località sciistiche e ad una politica tariffaria notevolmente al ribasso praticata dalle strutture ricettive": è il commento di Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi-Confturismo, per il quale se anche i prossimi appuntamenti turistici dovessero seguire questo trend si rischierebbe "un forte ridimensionamento occupazionale" nel turismo. "Se infatti oltre alla perdita di fatturato – conclude Bocca – dovessimo anche vedere depauperata la nostra forza lavoro, indispensabile per mantenere i consueti livelli qualitativi del sistema ricettivo, l’Italia turistica rischierebbe danni incalcolabili in prospettiva di una futura ripresa economica globale".

Comments are closed.