TURISMO. Pasqua, Adoc: al top città d’arte e vacanze brevi (per chi partirà)

Città d’arte e vacanze brevi. Sono queste le tipologie di vacanze che gli italiani sceglieranno per le prossime festività pasquali. Un’indagine dell’Adoc ha rilevato che solo il 45% degli italiani partirà per le vacanze di Pasqua: di questi il 16% opterà per le città d’arte, in crescita le vacanze brevi.

"Le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia continuano ad essere le mete preferite per le vacanze di Pasqua – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – scelte dal 16% degli italiani. Per il resto, il 10% opterà per una gita giornaliera, il 7% tornerà nella propria città natale e il 12% sceglierà l’estero. Ma il dato più rilevante è che ben il 55% degli italiani non partirà affatto, uno su due trascorrerà le vacanze a casa. Segno che la crisi ha messo in ginocchio le famiglie, che non partiranno o, se lo faranno, si godranno solo una notte fuori casa. Tra i partenti difatti il 54%, sceglierà di passare fuori casa solo una notte, mentre solo il 6% trascorrerà più di tre notti fuori dalle mura domestiche. Non ci sorprende che gli italiani preferiscano la vacanza breve, dato che il carovita e la perdita del potere d’acquisto impongono la riduzione dei giorni a disposizione per le vacanze. Inoltre, il caro carburanti a ridosso dell’esodo frena i desideri di vacanza degli italiani. Un litro di benzina costa il 16,9% in più dello scorso anno, per un rincaro di 10 euro a pieno, solo nell’ultimo mese il prezzo di un litro di benzina è aumentato del 6,6%, passando da 1,32 euro ad oltre 1,40 euro di oggi. Complessivamente, un pieno costa adesso 4 euro in più rispetto a fine febbraio. Le speculazioni sulle vacanze oramai stanno diventando strutturali, dal 2007 ad oggi a ridosso delle partenze estive il prezzo di benzina e gasolio aumenta in modo repentino e immotivato."

Le città d’arte, secondo l’Adoc, attraggono i visitatori anche per l’accessibilità ai musei, più economici rispetto agli altri Paesi europei.

"I musei di Roma hanno un costo d’ingresso inferiore in media del 21,6% rispetto ad altre capitali europee – continua Pileri – escludendo Londra, dove i principali musei prevedono un ingresso gratuito. Solo Praga presenta prezzi più bassi, circa la metà. Anche per i biglietti ridotti Roma risulta la più economica, costando in media il 30% in meno che nelle altre metropoli. E la Capitale detiene anche il record di ore d’apertura, sia giornaliere che settimanali, in Europa. In media ogni museo resta aperto per più di 10 ore al giorno e oltre 61 ore a settimana, il 25,9% in più di Berlino e il 45,% in più di Stoccolma. Nonostante i prezzi bassi e gli orari d’apertura estesi i musei romani raccolgono meno presenze dei musei delle altre capitali europee, se pensiamo che a Londra solo il British Museum ha un’affluenza di circa 8 milioni di visitatori l’anno e a Parigi il Louvre si attesta sui 6 milioni, mentre i Musei Vaticani prevedono un flusso di 4 milioni di visitatori l’anno. Crediamo sia necessario migliorare i servizi per le famiglie e i bambini. Abbiamo registrato una grave carenza di servizi per i bambini, nursery e baby parking sono praticamente assenti, come non sono presente offerte agevolate per famiglie con bambini piccoli. Al contrario, in Spagna e in Inghilterra per le famiglie numerose sono previsti biglietti ridotti o gratuiti, così come per i bambini di età inferiore ai 5 anni. Inoltre, i disoccupati o in cerca di lavoro e gli studenti spesso entrano gratuitamente all’estero. In un momento di crisi come questo, dove i soldi a disposizione per la cultura scarseggiano, sarebbe opportuno prevedere forme di agevolazione e servizi alle famiglie più ingenti e concreti."

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