TURISMO. Pasqua, Adusbef e Federconsumatori: “Rischio rincari”

"Se, secondo le stime di Federalberghi, per l’imminente ponte pasquale si prevede un calo di turisti in Italia ma anche una crescita del fatturato del settore, ci significa che verranno praticati prezzi molto più alti del tasso d’inflazione". A lanciare l’accusa sono Adusbef e Federconsumatori, che evidenziano gli aumenti senza freni degli alberghi italiani, fra i più cari in Europa.

Federalberghi stima infatti che per il week end di Pasqua saranno 7 milioni gli italiani maggiorenni che pernotteranno almeno un giorno fuori casa (14,8% della popolazione adulta), in leggero calo rispetto ai 7,15 milioni del 2005. Tra questi 6 milioni resteranno in Italia (l’85% rispetto all’87% del 2006), mentre 1 milione ( il 14% rispetto al 12% del 2006), andrà all’estero. Chi sceglie il Belpaese privileggerà la vacanza al mare (43% delle preferenze, rispetto al 44% del 2006), seguita dalla montagna al 24% (come nel 2006). Significativa ascesa per le localit d’arte maggiori e minori che toccano il 14% della quota di mercato, rispetto all’8% del 2006. Per chi invece andrà l’estero, il 47,6% (rispetto al 59% del 2006) soggiorner in località di mare, preferendo soprattutto le aree del dollaro. Le grandi capitali europee attireranno il 38,5% della domanda (rispetto al 27,4% del 2006).

"Adusbef e Federconsumatori – dichiarano le due associazioni – nel richiedere ancora una volta al ministro del Turismo, maggiore attenzione per far rientrare in Italia quei milioni di turisti stranieri fuggiti in altri lidi più economici, come Spagna, Grecia, Slovenia, addirittura Sud della Francia, ecc. con incentivi economici, bonus benzina ed autostrade, auspicano che si arresti la corsa sfrenata agli aumenti di alberghi già tra i più cari d’Europa e venga inaugurata una politica di ribassi ed offerte sui listini, dal 20 al 30%".

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