TURISMO. Pasqua, Agriturist: negli agriturismi meno 8% di ospiti, meno 15% per ristorazione

Tutti in agriturismo per le feste di Pasqua? Niente affatto, secondo le ultime previsioni di Agriturist (Confagricoltura) che lancia dati negativi: l’agriturismo, in linea col quadro di crisi generale in cui versa il settore turistico, segnala un andamento negativo. Secondo Agriturist, le presenze in agriturismo per la Pasqua 2011 registreranno una flessione vicina all’8% rispetto allo scorso anno. Male anche per i pranzi di Pasqua e Pasquetta, che si stimano in flessione del 12%. Il giro d’affari fra pernottamenti e pasti si aggirerà sui 53 milioni di euro. Gli stranieri sono stimati in calo del 20%. Tiene soltanto la domanda di fascia alta, ovvero i consumi turistici delle famiglie a reddito elevato.

La previsione si basa sulle visite ricevute dal portale http://www.agriturist.it e su un sondaggio che ha interessato 300 imprese associate, selezionate in tutta Italia. "Internet – ha detto Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist e responsabile dell’ Osservatorio – è il mezzo attraverso il quale si prenota oltre l’80% dei soggiorni agrituristici. Analizzando le statistiche del portale www.agriturist.it, e di alcuni dei principali portali di promozione dell’agriturismo, è chiaro che il consueto picco di richieste che si registra in prossimità della Pasqua, quest’anno è molto più debole”.

Agriturist fa inoltre riferimento, a conferma della sua analisi, a una serie di dati provenienti da fonti diverse – da Federalberghi alle associazioni dei consumatori – tutte con previsioni di flessione del comparto turistico. Per Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist, i dati negati non vanno dunque interpretati come una crisi dell’agriturismo: “Tutto il turismo è in sofferenza – afferma Brancaccio – Federalberghi ha recentemente stimato intorno a -6% gli ospiti delle settimane bianche nei primi tre mesi dell’anno. Secondo l’associazione di consumatori Adoc, solo il 43% degli italiani potrà permettersi una vacanza per Pasqua (- 3% rispetto al 2010) e oltre metà (56%) lo farà per una sola notte. La Federconsumatori sostiene addirittura che solo il 13% degli italiani partirà per Pasqua. D’altra parte la crescita, riconosciuta da tutti i sondaggi, dei viaggi all’estero e delle crociere, mette in evidenza che sempre più famiglie a reddito medio-basso non possono spendere per le vacanze, mentre tengono, sia pur molto circoscritti, i consumi turistici delle famiglie a reddito alto. Lo conferma il fatto che gli alberghi a 4 e 5 stelle hanno scarsamente sofferto della crisi e che, anche nel settore dell’agriturismo, le offerte più costose ed esclusive registrano una tenuta della domanda".

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