TURISMO. Pasquetta, Adoc: 39% italiani rimarrà a casa, meno 7% di presenze nei ristoranti

A Pasquetta gita fuori porta, ma non per tutti: il 39% degli italiani resterà a casa, pari all’8% in più rispetto allo scorso anno. Diminuiranno del 7% le presenze nei ristoranti, che se pure rappresentano ancora la prima scelta per chi si concede un giorno fuori casa (39%), sono in diminuzione e sono seguiti dagli agriturismi (27%, con un aumento del 5% rispetto allo scorso anno) e dal classico pranzo al sacco (21%, più 6% rispetto al 2009). Anche perché contano i costi: se c’è un rincaro del prezzo del pranzo del 6,6% sia per ristoranti che per agriturismi, in questi ultimi i prezzi si mantengono comunque più contenuti. Per il solo giorno di Pasquetta si muoverà il 61% degli italiani, l’8% in meno del 2009, a causa soprattutto del rincaro dei carburanti e della ristorazione. Stime e dati sono di un’indagine Adoc.

"Per Pasquetta prevediamo un calo dell’8% dei partenti – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – saranno solo 6 italiani su 10 a partire, l’anno scorso erano circa il 70%. Le cause sono il rincaro dei carburanti e dei servizi di ristorazione. Per un pieno, rispetto allo scorso anno, occorrono 10 euro in più, dato l’aumento della benzina del 16,5% rispetto al 2009. Per mangiare invece registriamo un rincaro medio del 6,7%, ad aumentare di più sono i listini di trattorie e pizzerie, in crescita del 7,1%. I menù di ristoranti e agriturismi sono invece cresciuti del 6,6%. La difficoltà a sostenere le spese di viaggio e di alimentazione spingerà molti consumatori a festeggiare il lunedì dell’Angelo tra le mura domestiche o a scegliere il pranzo "al sacco" per risparmiare almeno sul mangiare. Nonostante i rincari, salgono le presenze negli agriturismi, più 5% rispetto al 2009. Anche perché un pranzo mediamente costa circa 16 euro in meno che al ristorante."

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