TURISMO. Per questo Natale sette milioni di italiani scelgono una microvacanza. Dossier Coldiretti

Dormire tre notti fuori casa, anche non andando troppo lontano, è comunque una vacanza, magari una micro vacanza, ma molti italiani la preferiscono. Saranno quasi sette milioni gli italiani che la sceglieranno per questo Natale, cioè quasi la metà di quelli che si metteranno in viaggio. Per la prima volta quest’anno le micro vacanze, quelle da 1 a 3 notti, hanno sorpassato le vacanze tradizionali, quelle di 4 notti e più.

E’ quanto emerge dal primo dossier sulle "micro vacanze a chilometri zero" presentato da Coldiretti e SL&A. In 3 anni, dal 2005 ad oggi, gli italiani che preferiscono la micro vacanza sono aumentati del 60%, segno inconfondibile dell’affermarsi del nuovo stile low cost. Ed è questa una tendenza che si consoliderà nel tempo: con la proiezione al 2020 elaborata da SL&A si intravede un sorpasso, non solo in numero di viaggi, ma anche in termini di fatturato delle microvacanze su quelle più lunghe.

Un quarto degli italiani che hanno prenotato un albergo tra Natale e l’Epifania risiedono nella stessa regione in cui si trova la struttura, un terzo provengono da regioni limitrofe e il restante 42% arriva da località più lontane. Dunque gli italiani riscoprono il piacere della vacanza breve e in un posto vicino che, nello stesso tempo interrompe la quotidianità e, magari, ci fa vedere qualcosa di eccezionale senza dover attraversare l’oceano.

Inoltre, scegliendo un piccolo centro invece che una città rinomata, si risparmia tra il 28 e il 42% che, aggiunto al minor costo del trasporto, consente di spendere tra i 150 e i 250 euro in meno, a persona.

"L’obiettivo è lo stacco, mentre la destinazione è un optional… – si legge nei forum di racconti di viaggi – e si tende a valutare "…più l’esperienza che l’unicità del luogo". Insomma l’importante è cambiare letto e cambiare tavola per gustare nuove specialità.

Poi l’Italia è piena di patrimoni culturali, artistici, ambientali ed enogastronomici. "Non mancano in Italia – sostiene la Coldiretti – i percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 "strade dei vini e dei sapori" lungo le quali assaporare le molteplici tipicità del territorio. Riguardo alla strade del vino e dei sapori la regione con il maggiore numero è il Veneto con 15. E se i diciottomila agriturismi presenti lungo tutta la penisola sono i luoghi ideali dove riposare e riscoprire i sapori delle tradizioni, in Italia sono "aperti al pubblico" per acquistare prodotti enogastronomici 60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine. L’Italia secondo la Coldiretti può contare su 772 parchi e aree protette che coprono il 10% del territorio nazionale, sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con ben 174 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4396 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt).

"La scelta della microvacanza ha anche – continuae la Coldiretti – un valore ambientale perché consente di risparmiare carburante e quindi di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra nell’atmosfera. Lo dimostra il fatto che per arrivare nelle Maldive (tra le mete preferite) partendo da Roma si percorrono quasi 15mila chilometri liberando 1,6 tonnellate di CO2 per persona, mentre per recarsi a Parigi da Milano la produzione è di 200 chili di CO2 per un tragitto di 1300 chilometri. Si tratta di valori molto lontani da quelli generati dai trasporti con auto della distanza media di 75 chilometri che sono la tratta media percorsa dai privati sulla rete autostradale".

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