TURISMO. Ponte 2 giugno, Federalberghi: 14% di italiani in vacanza

Per il ponte del 2 giugno si prevede che andrà in vacanza il 14% circa della popolazione, pari a 8,5 milioni di persone, con un aumento del 3% rispetto allo scorso anno e un giro d’affari complessivo stimato in 2,2 miliardi di euro. Sono i dati resi noti oggi da Federalberghi sulla base dei risultati di un’indagine realizzata con il supporto dell’Istituto ACS Marketing Solutions su un campione di circa tremila persone maggiorenni.

Il sondaggio rileva che saranno circa 8,5 milioni (pari al 14% della popolazione, rispetto agli 8,2 milioni del 2010) gli italiani che approfitteranno del ponte del 2 giugno per concedersi un primo assaggio di vacanze estive, dormendo almeno una notte fuori casa. C’è un aumento del 3% rispetto allo scorso anno. La quasi totalità delle persone, pari a oltre il 90% (dato in aumento rispetto all’87,5% del 2010) rimarrà in Italia, mentre solo il 6% (rispetto all’11,6% del 2010) andrà all’estero.

Meta privilegiata il mare, scelta dal 59,8% degli italiani, seguita a distanza dalle località di montagna (14,8%) e dalle città d’arte (12,7%). La spesa media per persona, comprensiva di viaggio, alloggio, ristorazione e divertimenti, si attesterà sui 264 euro (rispetto ai 245 euro del 2010), con un giro d’affari turistico di circa 2,2 miliardi di euro.

Le stime sono accolte con soddisfazione del presidente Federalberghi Bernabò Bocca, che commenta: "È un salutare segnale di ripresa per il turismo italiano quello che arriva dalle previsioni del ponte del 2 giugno, che ci auguriamo costituisca un ottimo viatico per l’imminente stagione estiva". E sono l’occasione criticare l’introduzione della tassa di soggiorno: "Risulterebbe insensato -accusa Bocca- che i singoli Comuni, così come previsto dalla legge che ha introdotto la possibilità di istituire una imposta di soggiorno, la applichino come in alcuni casi viene detto già dal 1° luglio, creando in piena estate un incongruo aumento della tariffa finale, arrecando un danno d’immagine di non poco conto alla stessa località turistica ed introducendo un elemento distorsivo della concorrenza tra località limitrofe laddove dovesse verificarsi la circostanza che l’imposta venisse applicata solo in alcune aree geografiche".

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