TURISMO. Roma, parte la tassa di soggiorno. Adoc: “Capitale città chiusa ai turisti”

Esordisce a Roma, con il nuovo anno, la tassa di soggiorno, votata dalla Giunta capitolina a dicembre. Secondo fonti di stampa, i primi calcoli approssimativi stimano che già oltre 200 mila euro siano entrati nelle casse della città. Ma il provvedimento non piace. Non piace ad Assoturismo-Confesercenti, per il quale "servirebbero politiche di incentivazione per favorire maggiori flussi turistici, invece tassiamo chi sceglie il nostro Paese per le vacanze o per un viaggio culturale. E’ tragicamente evidente infatti che una volta introdotta nelle grandi aree metropolitane la "gabella" dilagherà a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale".

La tassa di soggiorno incontra l’ostilità dell’Adoc, per la quale Roma diventa "città aperta solo nel film, nella realtà per i turisti è una città chiusa, economicamente sempre più inaccessibile, sia per l’alloggio che per i trasporti e per le attrazioni". Secondo l’associazione, quest’anno un fine settimana a Roma costerà in media per una famiglia circa 34 euro in più.

"L’autarchia di Alemanno, che continua a mettere a carico di turisti e pellegrini tasse folli come quella sui musei e il "contributo di soggiorno", ha trasformato Roma in una città chiusa e inavvicinabile dai non residenti – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – con le nuove assurde tasse, sui musei e sul soggiorno, e i rincari delle tariffe taxi, un weekend per una famiglia di due adulti e un bambino costerà il 9% in più, un aumento di 34 euro rispetto a quanto si paga oggi".

Per l’associazione, la spesa per una visita a tre musei passerà da 51 euro a 60 euro, con un aumento del 17,6%. Per due notti in un bed&breakfast la spesa crescerà del 3%, tra i 4 e i 6 euro in più. Poi c’è il capitolo taxi, dove andata e ritorno per l’aeroporto di Fiumicino costerà 10 euro in più (+12,5%), mentre per prendere quattro volte il taxi al centro, per un percorso di 5km e con una durata di 15 minuti, si spenderà il 20% in più, 64 euro contro i precedenti 53 euro.

Ripercussioni gravi anche sul sistema dei musei."La tassa sui musei per i non residenti è assurda, obsoleta e dannosa per il sistema culturale – ha detto Pileri – Roma diventerà, mediamente, più cara del 16% di Madrid, più onerosa del 12,5% di Londra, dove inoltre i principali musei prevedono un ingresso gratuito, e addirittura più cara del 132% di Praga. Solo Parigi e Berlino hanno un costo più alto, ma la qualità e i servizi principali e accessori sono migliori, visto che per le famiglie numerose sono previsti biglietti ridotti o gratuiti, così come per i bambini di età inferiore ai 5 anni. Inoltre, i disoccupati o in cerca di lavoro e gli studenti spesso entrano gratuitamente".

Comments are closed.