TURISMO. Stranieri in fuga dagli alberghi italiani. Federalberghi: “Segnali di recessione”

Stranieri in fuga dagli alberghi italiani. Nei primi nove mesi dell’anno, da gennaio a settembre, i clienti italiani sono diminuiti dello 0,7% rispetto al 2007 mentre la clientela straniera segna un meno 4,8% (89,5 milioni di presenze rispetto ai 94,1 milioni del 2007). Nel periodo compreso fra giugno e agosto, "fuggono" dall’Italia soprattutto gli statunitensi (meno 21% rispetto al 2007) e gli inglesi (meno 13,7%) seguiti dai tedeschi (meno 8,1%) e da francesi e austriaci (meno 7,6%).

È quanto emerge dalle elaborazioni dei dati provvisori delle rilevazioni mensili effettuate da Federalberghi-Confturismo nell’ambito del proprio Osservatorio turistico alberghiero. Nei primi nove mesi dell’anno, sintetizza l’indagine, gli alberghi italiani hanno perso il 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con una perdita secca di quasi 5,5 milioni di notti dormite. Ciò pur a fronte dei dati in controtendenza dei prezzi degli alberghi, commenta la Federazione ricordando dati Istat che rilevano prezzi stabili (aumento dello 0%) rispetto all’aumento del costo della vita (più 3,5%).

Indicativo anche l’andamento delle località turistiche nel periodo da gennaio ad agosto. Segnale positivo solo per i laghi che registrano un più 4,4% determinato da un più 11,1% di italiani ed un più 1,9% di stranieri, mentre tutte le altre fanno registrare percentuali in negativo.

Gli stranieri fuggono dalle località di mare e dalle località d’arte ma approdano in montagna. Le località di mare segnano un meno 3,4% rispetto al 2007, determinato da un meno 1,1% di italiani ed un meno 8,6% di stranieri. Le località d’arte fanno registrare un meno 4,6% rispetto al 2007 determinato da un più 3,8% di italiani ed un meno 9,8% di stranieri.

Le località di montagna registrano un meno 1,9% rispetto al 2007 prodotto da un meno 11,5% di italiani ed un più 12,5% di stranieri. Per le terme si segnala un meno 9,4% rispetto al 2007 determinato da un meno 3,9% di italiani e meno 17,8% di stranieri. In flessione (meno 2,4%) anche le località d’affari, con un meno 0,4% di italiani e un meno 8,3% di stranieri.

Per il presidente delle Federalberghi-Confturismo Bernabò Bocca "questi segnali sono purtroppo la chiara dimostrazione di come la recessione, nella quale non solo l’Italia si trova, stia colpendo duramente il nostro settore. Ed il calo della componente turistica estera – aggiunge Bocca – ne è la controprova, con statunitensi ed inglesi penalizzati da uno svantaggioso rapporto di cambio valuta, mentre per il resto dei turisti stranieri la flessione è sicuramente dovuta ad un appannamento d’immagine del nostro Paese, per il quale la querelle Alitalia non riveste un aspetto secondario". È dunque necessaria, conclude, una manovra economica che porti "ossigeno nei portafogli degli italiani" e "un ampio progetto di rilancio" da parte della nuova dirigenza dell’Enit-Agenzia del Turismo.

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