TURISMO. Tassa di soggiorno, Federalberghi: è dannosa

La tassa di soggiorno fa discutere e non piace. L’esordio a Roma ha dato il via alle polemiche: il provvedimento non è piaciuto ad Assoturismo-Confesercenti, per il quale "servirebbero politiche di incentivazione per favorire maggiori flussi turistici, invece tassiamo chi sceglie il nostro Paese per le vacanze o per un viaggio culturale. E’ tragicamente evidente infatti che una volta introdotta nelle grandi aree metropolitane la "gabella" dilagherà a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale". Ha incontrato l’ostilità dell’Adoc per la quale Roma in questo modo diventa "città aperta solo nel film, nella realtà per i turisti è una città chiusa, economicamente sempre più inaccessibile, sia per l’alloggio che per i trasporti e per le attrazioni". La previsione di estenderla a tutti i comuni capoluogo di provincia ha sollevato le obiezioni di Federconsumatori, per la quale "non è certo questa la strada giusta per rilanciare il turismo nel nostro Paese, anzi, la troviamo dannosa e nociva".

Oggi interviene Federalberghi che boccia nettamente l’ipotesi. "Quella che sembra prendere quota, è semplicemente una nuova tassa su chi viaggia e pernotta fuori casa non solo per vacanza, ma anche per lavoro o per motivi di salute": queste le parole del presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla tassa di soggiorno inserita nelle misure del federalismo fiscale municipale. "Una tassa del genere, richiesta dai Comuni e favorita dal Governo – commenta Bocca- rischia di servire solo a ripianare le languenti casse municipali e potrebbe inferire il colpo mortale a quelle migliaia di imprese ricettive che dopo due anni di crisi drammatica, senza alcun piano strategico di rilancio dell’immagine turistica dell’Italia nel mondo e senza alcun intervento di sostegno, dovrebbero subire supinamente un aggravio del tutto privo di logica finalizzata al settore".

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