TURISMO. Tassa di soggiorno, no della Fiavet: farà aumentare i costi della vacanza

La tassa di soggiorno ha destato sin dalla sua previsione contrarietà e preoccupazione diffusi, dagli operatori del turismo ai Consumatori. Secondo quanto prevede il federalismo municipale, i comuni capoluogo di provincia e le unioni di comuni e i comuni che rientrano negli elenchi regionali delle località turistiche o delle città d’arte potranno istituire la nuova tassa di soggiorno che potrà arrivare fino a cinque euro per notte. Oggi a ribadire contrarietà è la Fiavet (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo) per voce del presidente Cinzia Renzi che commenta: "La reintroduzione della tassa di soggiorno avvenuta con l’approvazione alla Camera in via definitiva del decreto sul federalismo fiscale municipale penalizzerà fortemente il settore turistico, che ancora oggi fatica a rilanciarsi". La tassa, argomenta la Fiavet, farà aumentare il costo del "prodotto turistico" italiano.

"Sappiamo benissimo come i movimenti turistici internazionali sono determinati in modo deciso dal costo delle singole destinazioni turistiche – aggiunge Cinzia Renzi – In questo senso la tassa di soggiorno penalizzerà le preferenze dei grandi players mondiali verso il nostro paese". Secondo la Federazione, che cita dati dell’European Travel Agents’ and Tour Operator Associations, i maggiori tour operator europei "hanno già manifestato preoccupazione per l’introduzione della tassa di soggiorno in Italia che, soprattutto in certe aree, farà lievitare in modo sensibile il costo della vacanza". E influirà negativamente, aggiunge Renzi, anche sul turismo interno degli italiani, compresi i viaggi per motivi di lavoro.

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