TURISMO. Todomondo, Brambilla: risarcimenti per 324 mila euro. MDC: non copre neanche 5% richieste

Crack Todomondo: il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha annunciato oggi che sono stati liquidati risarcimenti per 324.600 euro, ma il Movimento Difesa del Cittadino – che in mattinata aveva denunciato le "false promesse" fatte ai turisti danneggiati dai crack dei tour operatori – non ci sta e ribadisce come tali risarcimenti non coprano neppure il 5% delle richieste presentate dai consumatori truffati, calcolate in 7,4 milioni di euro. La notizia era stata anticipata qualche giorno fa da Help Consumatori che aveva riportato la risposta del Ministro ad un’interrogazione della deputata Elisa Marchioni (PD).

Il ministro Brambilla ha infatti detto che ammonta a circa 324.600 euro il totale dei risarcimenti già liquidati dal comitato di gestione del Fondo nazionale di garanzia alle vittime di Todomondo. "La liquidazione dei rimborsi – ha detto – proseguirà nell’ordine previsto dalle norme vigenti, fino all’esaurimento delle disponibilità di cassa. Abbiamo inoltre compiuto tutti i passi necessari per esercitare l’azione di rivalsa sui presunti responsabili del crack, all’esito dei procedimenti civili e penali in corso".

Replica l’associazione: "I dati forniti oggi dal ministro Brambilla confermano quanto denunciato dal Movimento Difesa del Cittadino, cioè l’assoluta insufficienza del Fondo nazionale di garanzia per il consumatore di pacchetto turistico rispetto al danno ricevuto dai turisti danneggiati dai crack: i 324.600 euro di risarcimenti già liquidati dal Fondo, infatti, non coprono neppure il 5% delle richieste di risarcimento dei consumatori truffati con il crack Todomondo, calcolate in 7,4 milioni di euro. A questi si aggiunge la seconda ondata di richieste al Fondo per il fallimento di Viaggi del Ventaglio, che si calcolano in decine di milioni di euro". L’associazione chiede inoltre al Ministro "una risposta circa i 3 milioni di euro, previsti dal decreto ministeriale del 28 maggio 2010 (concernente la ripartizione di 38 milioni del Fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate nel 2009 dall’Antitrust per iniziative a vantaggio dei consumatori), che dovevano essere destinati al Fondo nazionale di garanzia".

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