TURISMO. Tour operator, Confconsumatori ottiene rimborso per una coppia di coniugi

Su denuncia di Confconsumatori, il Giudice di Pace di Parma ha condannato un tour operator che aveva operato tramite una propria agenzia violando il dovere di diligenza giuridicamente previsto nei contratti. Il caso riguarda una coppia di coniugi di differente nazionalità (moglie cittadina italiana e marito cittadino extracomunitario), che non è potuta imbarcarsi sul volo compreso nel pacchetto turistico, perchè l’agenzia a cui si era rivolta non aveva fornito le corrette informazioni in merito alla necessità per il marito di nazionalità extraeuropea di chiedere il visto d’ingresso alla propria ambasciata.

Il Giudice di Pace ha ritenuto che tale comportamento ha violato l’ "obbligo giuridico" di diligenza a cui è tenuto ogni contraente e in questo caso l’addetto all’agenzia viaggi, che ora dovrà restituire l’intera somma corrispondente al valore del pacchetto turistico acquistato, ma mai utilizzato, nonché risarcire i danni non patrimoniali sofferti dai viaggiatori e le spese di lite.

"Il provvedimento del Giudice di Pace è certamente innovativo – dichiara Grazia Ferdenzi, legale di Confconsumatori che ha portato avanti la causa – perchè si pronuncia su un aspetto di grande rilevanza riguardante l’esercizio delle attività proprie delle agenzie viaggi, e cioè il fondamentale dovere di diligenza che, sempre e in ogni caso, incombe sull’agenzia stessa, sia che operi quale mero prestatore di generici servizi turistici, sia che svolga il compito di vendere pacchetti di viaggio già predisposti dai tour operator, anche, ad esempio, per la semplice assistenza nel disbrigo di pratiche burocratiche".

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