TURISMO. Verso l’estate, Federalberghi e Agriturist: previsioni vacanze nel segno dell’incertezza

Le previsioni potrebbero sempre rivelarsi un esercizio di stile. In ogni caso, sul fronte del turismo non sembrano esaltanti né quelle provenienti da Federalberghi, che ritiene difficile "pronosticare il futuro" alla luce del recente andamento del turismo alberghiero, né quelle di Agriturist (Confagricoltura) che parla di "segnali preoccupanti per l’agriturismo", considerata la previsione di una flessione dell’11% rispetto all’estate 2010.

Il turismo alberghiero italiano sconta da gennaio a maggio una stagnazione legata al "pessimo andamento del mese di maggio", ha detto il presidente Federalberghi Bernabò Bocca commentando i dati del monitoraggio mensile della Federazione. Ha spiegato Bocca: "Dopo un +3,3% di presenze a gennaio, la battuta d’arresto di febbraio (-4,4%), la ripartenza a marzo (+1,6%) e un ottimo mese di aprile (+5,7%), purtroppo maggio registra una più che significativa battuta d’arresto (-5,1%) in grado di azzerare completamente i primi spiragli positivi visti finora. Per un risultato complessivo – ha aggiunto – che porta a segnare un irrilevante +0,1% di presenze tra italiani e stranieri rispetto ai primi cinque mesi del 2010". Di conseguenza diventa "difficile pronosticare il futuro", anche se si spera nel rilancio congiunturale della stagione estiva.

Per l’agriturismo, invece, l’estate 2011 non sembra promettere nulla di buono. Uno studio di Agriturist basato sulle visite ricevute dal portale internet dall’1 al 15 giugno evidenzia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una sensibile flessione della domanda (-11%) che interessa in uguale misura gli ospiti italiani e gli ospiti stranieri. È quanto rileva Agriturist che commenta: "La stessa flessione si conferma per le ricerche di informazioni su specifici servizi (passeggiate a cavallo, piscina). Resta invece costante, a confronto col 2010, la domanda di vacanze economiche, mentre è in crescita quella di agriturismi con campeggio (+12%) e di alto livello (+18%)".

Diventa dunque difficile capire se ci sarà un’inversione di tendenza rispetto all’andamento negativo dello scorso anno quando, ricorda l’associazione, i tre mesi estivi si sono conclusi con un meno 2,9% per il settore turistico e un meno 12,2% per gli agriturismi. "Si vedrà nei prossimi giorni – conclude Agriturist – se la tendenza negativa sarà confermata, oppure se vi sarà un recupero grazie alle prenotazioni dell’ultimo minuto che, in periodi di crisi, sono sempre più diffuse. Le condizioni perché l’agriturismo si lasci alle spalle il cattivo risultato dello scorso anno ci sono tutte".

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