TURISMO. Viaggi del Ventaglio, Assoviaggi: a tutela dei consumatori solo informazione corretta

Sul fallimento di Viaggi del Ventaglio evitare confusione ed informazioni sbagliate. E’ quanto sostiene Assoviaggi, Associazione delle Agenzie di Viaggio e Turismo aderente a Confesercenti in riferimento ad un articolo apparso la scorsa settimana sul settimanale "Gente". Nell’articolo dal titolo "Il tour operator fallisce: che cosa posso fare?" venivano fornite ai consumatori – secondo il giudizio dell’Associazione – delle informazioni fuorvianti e in merito ad esse Assoviaggi precisa:

  • i curatori del fallimento, con comunicato del 22 luglio u.s., hanno pacificamente dichiarato di non essere "in grado di adempiere le obbligazioni assunte prima della dichiarazione di fallimento". Una simile affermazione, contrariamente a quanto riportato nell’articolo, pare escludere la benché minima possibilità che ai clienti venga consigliato di partire per il viaggio prenotato. E anche in questa eventualità molto remota, sembra contra legem il suggerimento riportato nell’articolo, di partire cautelandosi nei confronti dell’agenzia di viaggi diffidandola dal versare al tour operator dichiarato fallito le somme di cui l’agenzia medesima sia eventualmente ancora nella disponibilità. Dette somme, infatti, sono già di pertinenza del "fallimento" e dunque non possono essere restituite ai clienti dell’agenzia. Riguardo poi alla presunta disponibilità di tali somme "fino a 90 giorni", come riportato nell’articolo, "di norma" i tour operator non emettono i documenti di viaggio del pacchetto se non ricevono dall’agenzia tutto l’importo al massimo entro 30 giorni prima della partenza. Solo in casi rari, in presenza di particolari accordi commerciali basati su un rapporto di fiducia pluriennale, si può arrivare a 30-40 giorni dopo la partenza;
  • ai clienti che abbiano effettuato prenotazioni di viaggi, con relativo versamento di importi ad acconto e/o saldo, non rimane, quindi, che chiedere di essere ammessi al passivo della società fallita (vedi sezione "Fallimenti" del sito http://www.tribunale-milano.net). In alternativa, possono presentare istanza di rimborso del prezzo pagato al Fondo di garanzia istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 100 del Codice del consumo, che interviene nei casi di insolvenza o di fallimento del venditore o dell’organizzatore (vedi la sezione del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo sul sito http://www.governo.it). Le istanze, fra l’altro, non sono soggette ad alcun termine di decadenza e sarà il Fondo stesso ad avvalersi del diritto di rivalsa nei confronti del soggetto inadempiente.

Comments are closed.