TUTELA CONSUMATORI. A rischio i fondi ai Consumatori

L’Italia, anzi il Ministro Tremonti, sta tagliando le risorse pubbliche alle Associazioni dei consumatori. Ci si aspettava che all’interno del decreto milleproroghe ci fosse la conferma dell’utilizzo delle multe Antitrust da parte delle Associazioni dei consumatori, come prevede la Legge n.281 introdotta dal Ministro Letta nel 1998. Parte delle multe Antitrust, da più di 10 anni, quindi, vanno a sostenere le attività di informazione, di assistenza e di educazione svolte dalle Associazioni dei consumatori e dalle Regioni. Questo ha permesso uno sviluppo maggiore e più articolato della cultura di tutela del consumatore, "tutela che ha contrastato le crescenti pratiche commerciali scorrette nel settore della telefonia, che ha conciliato migliaia di casi evitando di intasare i tribunali, che ha denunciato decine di casi di mancata concorrenza o di pubblicità ingannevole".

A denunciare la possibile ondata di un vento volto a ridimensionare il consumerismo in Italia è Adiconsum. Help Consumatori ha approfondito la questione con Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum.

Il taglio di risorse alle Associazioni dei consumatori è già realtà?

Noi speravamo che nel decreto milleproroghe ci fossero le risorse finalizzate al sostegno delle attività di tutela dei consumatori. La legge prevede, infatti, che una parte delle multe Antitrust, che nel 2009 ammontano a circa 50 milioni di euro, debbano essere destinate alle attività di formazione, informazione e di tutela dei consumatori. Prima della fine del 2009 le Associazioni dei consumatori insieme ai Presidenti delle Regioni hanno premuto affinché queste risorse fossero stanziate. Tutte queste pressioni però non hanno portato ad un nuovo stanziamento per il futuro e rischiamo quindi di saltare un anno. Questo, per le Associazioni dei consumatori che hanno già fatto investimenti in progetti, in sportelli e in varie attività, significa andare incontro a difficoltà. Io spero che Tremonti ci ripensi e trovi le risorse per dare continuità ad un progetto che è già in atto.

Qual è la motivazione che ha dato il Ministro per questo taglio di risorse?

Il Ministro non ha dato nessuna motivazione; ha semplicemente incamerato queste risorse per altre finalità. Noi abbiamo denunciato la scomparsa delle risorse per il settore dell’energia, che erano già previste. Noi riteniamo che queste risorse, anche per il fatto che sono risorse che derivano da sanzioni Antitrust che spesso sono state fatte su segnalazione delle Associazioni dei consumatori, devono essere a disposizione delle Associazioni dei consumatori e delle Regioni, per dare continuità alla tutela dei cittadini.

La legge che prevede una parte delle multe Antitrust alle Associazioni dei consumatori è unica in Europa?

Negli altri Paesi europei storicamente lo Stato stanzia delle risorse per le attività delle Associazioni dei consumatori; lo fa il Governo francese, quello spagnolo, quello portoghese e tutti i Governi nordici. Noi abbiamo avuto l’idea originale di utilizzare le sanzioni dell’Antitrust non gravando così sul contribuente, in termini di tasse. Dunque siamo gli unici ad aver avuto questa idea, ma dal punto di vista dell’impegno dello Stato a sostegno dell’azione delle Associazioni dei consumatori siamo gli ultimi arrivati. Quando fu fatta questa legge, il primo anno il Ministro Marzano destinò queste risorse ai petrolieri per consentire loro di ripulire le cisterne, essendo vincolati a passare dalla benzina rossa a quella verde. Per cui risorse destinate alla tutela dei consumatori furono date ai petrolieri che non ne avevano granché bisogno. E poi c’è stato Bersani che ha fatto saltare un altro anno e questo per dire come il peccato di omissione non riguarda solo il centro-destra, ma anche il centro-sinistra.

Cosa pensate di fare nel caso in cui Tremonti non torni indietro? Ci sarà una reazione condivisa da parte di tutte le Associazioni dei consumatori?

Intanto noi abbiamo la sensazione che ci sia qualche lobby che sta soffiando sul vento di ridimensionamento del ruolo delle Associazioni dei consumatori. Non vorrei che questo taglio di risorse risponda dunque ad un preciso disegno politico di ridimensionamento della voce dei consumatori che in questi anni è cresciuta molto. Se così fosse sarebbe molto grave. Noi ci stiamo battendo contro le pratiche commerciali scorrette, contro le commissioni introdotte dalle banche fuori da ogni norma, e per tutta una serie di tematiche che riguardano i cittadini. Sarebbe assolutamente sbagliato andare a colpirci. Io continuo a sostenere una tesi che ho sentito da un Ministro svedese che diceva: siamo in un libero mercato e se vogliamo che esso funzioni egregiamente, senza truffe e pratiche scorrette, è importante avere forti Associazioni dei consumatori. Non c’è dubbio che laddove ci sono Associazioni dei consumatori potenti qualcosa è cambiato nella nostra economia. Infatti nella Pubblica Amministrazione, nella sanità, dove non ci sono ancora delle Associazioni dei consumatori, in termini di diritti, di trasparenza e di qualità del servizio siamo ad un mezzo disastro. Per questo io credo che ci sia bisogno di potenziare le Associazioni dei consumatori, mettendole anche in grado di poter intervenire anche nei servizi, nella PA, nella sanità, dove oggi abbiamo grandi criticità. Se non dovessimo avere delle risposte da parte del Governo ci coordineremo in qualche iniziativa condivisa da tutte le Associazioni dei consumatori. Già la prossima settimana abbiamo organizzato un sit-in di fronte al Parlamento contro il provvedimento sulle polizze dormienti che vuol sequestrare letteralmente i risparmi di anni di intere famiglie.

di Antonella Giordano

 

Comments are closed.