TUTELA CONSUMATORI. Aiazzone, AACC: ecco come muoversi

Caso Aiazzone, mobili pagati e mai arrivati per il fallimento dell’azienda: la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta a seguito delle prime denunce. È quanto annuncia nel suo blog La Casa del Consumatore, che fa il punto sulla situazione a partire dai diversi cambi di proprietà dell’azienda. La Procura di Torino chiederà al Tribunale Fallimentare di occuparsi della situazione finanziaria di Panmedia, la società di comunicazione di Torino alla quale è stata ceduta la holding B/S, titolare del marchio Aiazzone. Questo l’orientamento che emergerebbe dai magistrati che si occupano dei clienti del mobilificio.

Ma cosa fare di fronte a questo caso? Come muoversi? Un orientamento viene dalle associazioni dei consumatori. Afferma l’Aduc: "Sono migliaia coloro che, acquistato un mobile da Aiazzone, fatto il contratto per il finanziamento con Fiditalia, stanno pagando le rate di questo finanziamento ma i mobili non sono stati consegnati. Proprio oggi, una dichiarazione di Dario De Cartis, responsabile servizio clienti di Fiditalia: "Siamo disponibili a trattare con le associazioni consumatori, le istituzioni e con tutti i clienti di Aiazzone che si sentono truffati. Con loro cercheremo di trovare una soluzione soddisfacente". La soluzione soddisfacente, ad avviso nostro e della legge, – afferma l’Aduc – non è da trovare, ma c’è già: lo scioglimento del contratto di credito e il rimborso delle rate già pagate. La legge è esplicita: dopo che l’acquirente ha messo in mora Aiazzone e non ha ricevuto risposta, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, col rimborso delle rate già pagate e di tutti gli altri oneri".

Altri consigli vengono dal blog de La Casa del Consumatore, che distingue tre categorie di creditori. Le seguenti:

1) Coloro che hanno acquistato i mobili dalla Holding dell’Arredamento prima del 20 luglio 2010 (data del contratto di affitto di ramo d’azienda). In questo caso i creditori dovranno presentare istanza di insinuazione allo stato passivo al Tribunale di Roma al fallimento della Holding dell’Arredamento. Il termine per il deposito delle domande tempestive è giù scaduto da inizio febbraio. Questa categoria di creditori può inoltre far valere il proprio credito anche nei confronti di Panmedia. Bisogna inviare una lettera di diffida.

2) Coloro che hanno acquistato i mobili dalla B&S S.p.A. prima del 20 luglio 2010 (data del contratto di affitto di ramo d’azienda). In questo caso si consiglia di attendere l’esito dell’udienza del Tribunale di Tivoli per la revoca del concordato preventivo e la dichiarazione di fallimento. Se la società verrà dichiarata fallita sarà necessario depositare istanza di ammissione al passivo.
Questa categoria di creditori può inoltre far valere il proprio credito anche nei confronti di Panmedia. Bisogna inviare una lettera di diffida.

3) Coloro che hanno acquistato i mobili direttamente da Panmedia. Anche in questo caso si deve immediatamente inviare una lettera di diffida.

E i finanziamenti? Per liberarsi della rate, afferma l’associazione, bisogna inviare (con raccomandata A/R) la diffida di consegna; comunicare (per iscritto con raccomandata A/R) alla finanziaria che la diffida non ha avuto seguito, chiedendo la risoluzione del contratto di finanziamento; se si riceve risposta negativa, o nessuna risposta, dalla finanziaria, si può ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario oppure adire l’Autorità Giudiziaria per far dichiarare risolto il contratto di finanziamento e per ottenere la restituzione delle somme versate.

Sulla questione interviene anche l’Adoc. Sono circa 13 mila i clienti del mobilificio Aiazzone che stanno pagando finanziamenti per mobili mai arrivati. Commenta il presidente Carlo Pileri: "Siamo di fronte all’ennesima grave situazione di crisi aziendale che si ripercuote a danno dei consumatori ed altrettanto grave è il mancato intervento di un’Authority che avrebbe potuto evitare preventivamente l’insorgere di tale situazione. Ad ogni modo apprezziamo l’apertura mostrata da Fiditalia, la società finanziaria convenzionata con Aiazzone per la cessione dei crediti, che si è dichiarata disponibile a trattare con le Associazioni dei consumatori per trovare una soluzione in grado di sanare una situazione gravemente compromessa. L’Adoc, in tal senso, accoglie l’invito di Fiditalia e si attiverà da subito per individuare le soluzioni opportune".

Aggiunge il presidente Adoc Piemonte Silvia Cugini: "Accogliamo con favore quest’ultima apertura anche se, nel rispetto del dettato normativo, ai sensi dell’art. 125-quinquies del dlgs 141/2010, il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto di credito collegato in caso di inadempimento del fornitore al contratto di fornitura di beni e servizi. Se il consumatore ha ottenuto la risoluzione del contratto di debito non deve sopportare alcun onere ulteriore e può ottenere il rimborso delle rate già pagate e di ogni altro onere applicato dal finanziatore".

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