TUTELA CONSUMATORI. Aiazzone, rimborso o non rimborso?

Il fallimento di Aiazzone non è certo il primo né l’ultimo caso in cui un’azienda, pur sapendo di essere sull’orlo della bancarotta, continua ad ingannare i consumatori vendendo loro dei prodotti che non riceveranno mai. Il consumatore, in questi casi, è una vera e propria vittima inconsapevole di un inganno tramato alle sue spalle. Ed è bene che si tuteli, informandosi sugli strumenti a sua disposizione e sui diritti che gli sono riconosciuti. Il caso Aiazzone è emblematico di quanto l’informazione sia importante.

Ad oggi risultano circa 3000 consumatori coinvolti nel fallimento di Panmedia, la società torinese proprietaria del marchio Aiazzone; tra questi c’è chi non ha ricevuto alcun mobile e chi, invece, ne ha ricevuti soltanto alcuni. C’è chi ha acceso un finanziamento e chi ha pagato in contanti, direttamente al venditore, una caparra del valore di 200 euro o anche di 1000. Questi casi riceveranno un trattamento differente.

Dall’incontro che si è svolto due giorni fa tra le Associazioni dei consumatori e Fiditalia, la società di credito al consumo con cui la maggior parte dei clienti ha acceso un finanziamento, è emerso che circa 2000 delle 3000 vittime avranno diritto al risarcimento delle rate pagate, poiché non hanno ricevuto alcun mobile. Negli altri casi le consegne sono state parziali e per 541 consumatori non ci sono i presupposti per la restituzione delle rate né quelli per una rinegoziazione del finanziamento.

Più di 500 persone, quindi, dovrebbero restare scoperte forse perché non hanno ancora mandato nessuna lettera di reclamo o perché non riescono a dimostrare il danno subito. Durante l’incontro con Fiditalia, Silvia Galimberti, avvocato del Movimento Consumatori che si sta occupando della vicenda, ha sollevato un’obiezione.

"L’onere della prova non grava sui consumatori, quindi sono loro che, avendo le bolle di consegna, hanno la documentazione per valutare le singole posizioni – ha spiegato Galimberti ad Help Consumatori – Noi abbiamo preteso ed ottenuto un’apertura sulle 500 posizioni critiche. Ci sarà la possibilità di integrare la documentazione ed ogni Associazione manderà gli elenchi con le singole posizioni. Ma c’è un altro problema – ha aggiunto Galimberti – Per i casi di consegne parziali Fiditalia ha proposto un’alternativa: l’abbattimento del 10% dell’importo totale del finanziamento. Ma questo non può essere valido per tutti i casi; cioè se un consumatore ha subito un danno maggiore del 10% è giusto che gli venga rimborsato il reale valore di tutti i mobili non consegnati. Per questo noi abbiamo preteso che nella lettera che Fiditalia manderà ai consumatori non venga inserita una formula di accettazione di questo 10% perché, se il consumatore non ha gli strumenti per capire che può ricevere un rimborso maggiore, non è giusto che si accontenti del 10%".

"Inoltre, abbiamo preteso che nella comunicazione venga scritto esplicitamente che ci si può rivolgere alle Associazioni dei consumatori per ottenere assistenza. Secondo me – ha sottolineato l’avvocato del Movimento Consumatori – questa è la fase più delicata e Fiditalia voleva escludere la mediazione delle Associazioni. Credo comunque che entro due mesi avremo un altro incontro con la società per discutere delle posizioni ancora aperte".

Ma come hanno reagito i consumatori coinvolti in questo caso? "I consumatori sono assolutamente arrabbiati soprattutto per come è stata gestita la vicenda: loro hanno continuato ad incassare i soldi e a stipulare i contratti pur sapendo che stavano fallendo. E ci sono tanti consumatori che hanno deciso di fare reclamo per una questione di principio; si è mosso, infatti, anche chi ha versato una caparra di 200-300 euro. Paradossalmente questi saranno quelli che difficilmente otterranno un risarcimento poiché i più tutelati sono quelli che hanno acceso un finanziamento. Alla finanziaria, però, c’è da attribuire una colpa – ha concluso l’avvocato Galimberti – quella del deficit di informazione. Fiditalia ha continuato a mandare i bollettini di pagamento e, in alcuni casi, ha segnalato chi non pagava al Crif. Loro adesso parlano di errori, ma a pagare questi errori sono stati i consumatori".

di Antonella Giordano

Comments are closed.