TUTELA CONSUMATORI. Al via il Congresso di Assoutenti

Nella Costituzione del Portogallo c’è un articolo, il 60, dedicato ai diritti dei consumatori, che recita: "I consumatori hanno diritto alla qualità dei beni e dei servizi, alla formazione e alla informazione, alla protezione della salute, della sicurezza e dei loro interessi economici, così come al risarcimento dei danni". Ma il Portogallo non è l’unico Paese a riconoscere nella Costituzione il diritto dei consumatori alla tutela. L’articolo 51 della Costituzione spagnola recita: "I pubblici poteri garantiranno la difesa dei consumatori e degli utenti, proteggendo, mediante procedimenti efficaci, la sicurezza, la salute e i legittimi interessi economici degli stessi". Nell’articolo 76 della Costituzione polacca si legge: "Le autorità pubbliche difendono i consumatori, gli utilizzatori e i conduttori contro le attività che minacciano la loro salute e riservatezza e contro le pratiche commerciali scorrette". Articoli simili sono previsti dalle Costituzioni dell’Eire, della Lituania, addirittura della Turchia e di ben 8 Paesi dell’America latina.

Si potrebbe pertanto prospettare l’inserimento nella Costituzione italiana del seguente articolo: "La Repubblica tutela la salute, la sicurezza e gli interessi economici dei consumatori e degli utenti e ne promuove l’informazione, l’educazione e l’organizzazione per la salvaguardia dei loro diritti e interessi". Questa è la proposta che Assoutenti lancia all’Italia. In occasione del Congresso dell’Associazione, che si è aperto oggi a Roma, il Presidente di Assoutenti, Mario Finzi, ha ripercorso le politiche dei consumatori messe in campo negli ultimi due anni di legislatura: il bilancio è deludente.

"Le migliori realizzazioni – ha dichiarato Finzi – sono il frutto di atti dovuti di recepimento di direttive comunitarie, come nel caso delle nuove norme sul credito al consumo e l’intermediazione finanziaria, e solo raramente di un’autonoma iniziativa di Governo e Parlamento". Finzi ha denunciato una difficoltà di dialogo con la politica italiana ed una incapacità di incidere che, anche per le leggi approvate, portano a risultati negativi. Il Presidente di Assoutenti ha fatto l’esempio della class action, la cui legge non ha soddisfatto le aspettative delle Associazioni dei consumatori. Per non parlare del telemarketing, verso il quale il legislatore ha introdotto un sistema di opt-out che richiede una comunicazione da parte del consumatore che non vuole essere disturbato a casa a tutte le ore del giorno.

Ma in Parlamento pendono provvedimenti importanti per la tutela dei consumatori e che tardano ad essere approvati, come la Carta dei doveri della PA, ancora priva dei decreti attuativi, o la proposta di legge sulle crisi da sovra indebitamento. Mancano i decreti attuativi delle procedure di conciliazione nel settore dei servizi pubblici locali, senza i quali le norme di legge che hanno introdotto queste positive novità restano lettera morta. "Non vi sono – aggiunge Finzi – notizie del disegno di legge annuale sulla concorrenza, che dovrebbe essere presentato entro due mesi dalla relazione annuale dell’Antitrust, già pubblicata il 15 giugno; mentre in itinere, già approvata dal Senato, è la riforma dell’ordinamento forense che ripristina le tariffe minime inderogabili e vieta la pattuizione di quote lite".

Il tema centrale del Congresso di Assoutenti è il servizio universale e Finzi ha ribadito più volte che "nel servizio universale si concretizza il diritto dei cittadini ed il servizio universale è forse, oggi, il modo più semplice per restituire credito alle famiglie".

Su questo punto è d’accordo Gianfranco Vecchio, direttore generale del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo economico, che ha sottolineato: "le garanzie del servizio universale sono un tema quanto mai attuale e, in una situazione di evidente crisi economica, l’attenzione deve essere ai livelli minimi uniformi dei servizi che vanno garantiti a costi ragionevoli alla collettività".

"E’ imprescindibile che il servizio vada garantito a tutti i cittadini – ha detto Giancarlo Cremonesi, Presidente di Confservizi – Per quanto riguarda i costi bisogna ragionare, perché ci sono alcuni servizi per cui la tariffa può coprire tutto il costo e altri per cui questo non è possibile. Di sicuro bisogna proteggere la fascia dei più deboli, ma la fiscalità pubblica non può coprire tutta l’utenza. Questo favorirebbe gli sprechi e la mancanza di controlli. C’è bisogno – ha concluso Cremonesi – di un equilibrio tra pubblico e privato".

Più volte, nel corso del Congresso, è stato preso ad esempio di buona gestione di un servizio, quello dell’energia: l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas è riuscita a far capire al cittadino che la tariffa che paga è giusta e, dall’altro lato, all’operatore che i comportamenti scorretti vengono sanzionati.

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