TUTELA CONSUMATORI. Altroconsumo: il bagnoschiuma sembra latte

Cosa non si fa per il marketing. Ma a volte l’apparenza inganna e i risultati possono essere rischiosi, come accade per i cosmetici venduti in confezioni che richiamano alla mente quelle degli alimentari. La denuncia viene da Altroconsumo: "Se mettiamo un bagnoschiuma in una confezione simile a quella per il latte, chi ci assicura che questa trovata del marketing non possa essere fraintesa da un bambino, con conseguenze rischiose?". L’associazione fa riferimento a tutti quei casi nei quali si rischia la confusione, anche se le avvertenze ci sono. Solo che, puntualizza Altroconsumo, i bambini piccoli non sanno leggere.

Diverse le segnalazioni di cosmetici che sembrano prodotti alimentari fatte nel corso del tempo, denuncia l’associazione. "L’ultimo – afferma Altroconsumo – è il bagnoschiuma Folli Tentazioni di Loft Monaco: la confezione richiama, nella forma e nella dimensione, quella del latte fresco della Centrale del latte di Milano. Nella nostra lettera abbiamo chiesto alle istituzioni di intervenire, ritirando dal mercato i prodotti che violano le disposizioni del D.lgs 25/1/1992 n. 73. Inutile che i produttori si appellino al fatto che sulle confezioni spesso è presente la scritta "prodotto cosmetico, non ingerire": i bambini più piccoli non sanno leggere".

La legge esiste: c’è infatti la direttiva 87/357/CEE, attuata con decreto legislativo 25 gennaio 1992 n. 73, che vieta il commercio di quei prodotti che avendo un aspetto diverso da quello che sono in realtà, possono compromettere la sicurezza delle persone attraverso profumi intensi e colori coinvolgenti. Nella legge si evidenzia infatti che "è vietata l’immissione sul mercato, la commercializzazione, l’importazione, la fabbricazione e l’esportazione di prodotti che avendo un aspetto diverso da quello che sono in realtà, compromettono la sicurezza o la salute dei consumatori". E si specifica: "Tali prodotti sono quelli che, pur non essendo prodotti alimentari, hanno forma, odore, aspetto, imballaggio, etichettatura, volume o dimensioni tali da far prevedere che i consumatori, soprattutto i bambini, li possano confondere con prodotti alimentari e pertanto li portino alla bocca, li succhino o li ingeriscano con conseguente rischio di soffocamento, intossicazione, perforazione od ostruzione del tubo digerente". E poi, ricorda Altroconsumo, anche la direttiva sui cosmetici fa riferimento alla sicurezza e al divieto di presentarli come qualcosa di diverso.

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