TUTELA CONSUMATORI. Altroconsumo scrive alla Reding: non ridurre le tutele acquisite

La proposta della Commissione Europea per la revisione del consumer acquis in Europa, cioè dei diritti di tutela del consumatore, ormai acquisiti. E’ questo uno dei temi caldi su cui l’Unione Europea sta lavorando e su cui più soggetti, dal Parlamento Europeo alle associazioni dei consumatori, stanno cercando di dare il loro contributo. Un contributo sicuramente fondamentale è quello dell’ECCG, il Gruppo Consultivo Europeo per i Consumatori che si riunirà, per la prima volta con la nuova composizione, mercoledì 17 marzo.

In vista di quest’incontro, arrivano suggerimenti da parte delle Associazioni dei consumatori. Altroconsumo, che è anche membro del Beuc e del Consumers International, ha mandato una lettera alla Vice Presidente della Commissione Europea, Viviane Reding, cui è stata affidata la responsabilità della normativa comunitaria sui diritti dei consumatori.

Nella lettera si esprime la preoccupazione per la proposta della Commissione Europea sull’armonizzazione totale nelle materie trattate dalla direttiva. Secondo Altroconsumo questo porterebbe in molti Stati membri all’eliminazione o alla riduzione di importanti diritti per la tutela dei consumatori, in particolare per quanto riguarda le garanzie di conformità e le clausole vessatorie. Per queste, "sarebbe un passo indietro rispetto al quadro giuridico del nostro Paese" si legge nella lettera.

"Forse un’armonizzazione minimale associata a determinate norme pienamente armonizzate potrebbe soddisfare gli obiettivi della Commissione senza prestare il fianco al rischio del ridimensionamento della tutela esistente" si legge, invece, nel Focus sulla revisione del consumer acquis in Europa, pubblicato nella rivista di Altroconsumo "Consumatori, Diritti e Mercato". E la lettera esplicita questo richiamo alla Commissaria Reding: "auspichiamo che – per quanto rientra nelle sue possibiltà e competenze possa assicurare che la proposta della Commissione non privi i consumatori dei propri diritti, come lei stessa ha promesso durante il suo discorso davanti al Parlamento europeo". "Riteniamo – conclude la lettera – che la direttiva proposta debba essere sostanzialmente emendata in modo che divenga flessibile, inattaccabile in futuro e che rappresenti una solida struttura legislativa con un elevato livello di tutela".

Comments are closed.