TUTELA CONSUMATORI. Anche Lega Consumatori sostiene liberalizzazione attraverso l’informazione

Le misure di liberalizzazione decise dal Governo, vanno valutate in rapporto alla situazione economica e sociale del paese e in particolare all’andamento del costo della vita nell’ultimo triennio. A sostenerlo è Lega Consumatori che spiega come il Governo abbia messo in evidenza forti differenze di settore: da una parte i settori che operano in un regime di mercato, fuori di condizioni di protezione monopolistica o corporativa, e quindi chiamati a misurarsi con la concorrenza; dall’altro settori che pur non brillando come capacità innovativa e concorrenziale, per le quote acquisite nel mercato, ottengono una redditività elevata anche a danno degli acquirenti finali, sopra tutto i consumatori.

Fra questi ultimi due settori – sottolinea l’associazione – si distinguono: il settore delle assicurazioni che nel triennio 2991-2004 ha registrato un aumento di costo per gli utenti del 30 per cento. Il comparto delle organizzazioni di categorie e degli ordini professionali che tende ad operare al riparo di privilegi, rendite di posizione e azione di lobbies. E’ da questi settori che è venuta la spinta inflativa e speculativa più forte.

Era dovere del governo intervenire – dice il Presidente Nazionale Pietro Praderi – di fronte ad un paese con evidenti sacche monopolistiche e corporative per :

  • rendere più trasparente il mercato;
  • sviluppare la concorrenza;
  • migliorare l’informazione per il consumatore

Le liberalizzazioni decise vanno in questa direzione e quindi incontro alle attese dei consumatori e delle loro famiglie. La reazione delle categorie è legittima ma tutto si può dire fuorché che le misure giungano inaspettate. Suona inoltre discutibile la tesi ripetuta che i taxisti i panificatori, i farmacisti reagiscono per difendere i consumatori. Sono le misure del governo per gli albi. le banche, le polizze, i taxi, i farmaci a fare concretamente gli interessi dei consumatori e delle loro famiglie.

Piuttosto chi si oppone – continua Praderi – dovrebbe spiegare perché il prezzo del pane sia aumentato costantemente, mentre la materia prima, la farina non ha subito aumenti, e chi si oppone alla vendta di farmaci di banco nei supermercati, con le garanzie dovute, dovrebbe spiegare perché, prendiamo un esempio in tempo reale, una confezione di 20 compresse di aspirina costi a Milano €. 3,95 mentre a Likeland in Florida una confezione di aspirine di 500 compresse costa €. 3,11 e qui il discorso dovrebbe allargarsi a prodotti quali il latte artificiale, che, come abbiamo documentato recentemente, costa molto di più in Italia che negli altri paesi comunitari e così via.

Al Governo – conclude il presidente Lega Consumatori – chiedono di:

  • procedere a tutte le liberalizzazioni che siano di freno e ostacolo della concorrenza, quindi di perseguire un obiettivo generale e di non procedere semplicemente con interventi selettivi;
  • di fare le sue proposte e assumere le dovute responsabilità perseguendo una linea coerente di concertazione con tutte le parti sociali in causa. E’ in questo percorso che possono essere considerati i legittimi diritti e migliorati i provvedimenti.

In questo quadro le associazioni dei consumatori, per il fatto che si tratta di una buona causa, di equità e di progresso, non devono lasciare solo il governo mentre mette al centro della politica economica i diritti dei cittadini-consumatori con misure di riforma, per altro a costo zero.
Misure quali: la vendita dei prodotti farmaceutici di banco, nei supermercati, l’indennizzo diretto dei danni degli automobilisti, la liberalizzazione dei taxi e del pane, la semplificazione della compravendita delle auto, la trasparenza sui conti correnti bancari, la maggiore concorrenza nei servizi professionali, l’introduzione della aziona collettiva (class action).

Le associazioni dei consumatori non devono lasciare solo il governo – -ribadsisce il presidente – mentre compie scelte che una volta dispiegati gli effetti dimostreranno come si è perseguito l’interesse generale del paese a dispetto delle miopie di chi si oppone per difendere rendite di posizione anacronistiche.
Anche la Lega consumatori intende pertanto sviluppare una campagna di informazione capillare impegnando a questo scopo la propria rete degli sportelli diffusi sul territorio nazionale.

 

Comments are closed.