TUTELA CONSUMATORI. Antitrust: senza concorrenza, economia a rischio

L’Italia è in difficoltà; più in difficoltà rispetto agli altri paesi europei: i problemi strutturali persistono ed hanno fatto perdere pesantemente competitività al nostro sistema produttivo. Nell’ultimo periodo il processo cha stava riformando la regolazione economica distorsiva dell’Italia si è arrestato e le liberalizzazioni non sono più una priorità dell’agenda politica.

A fornire questo quadro non è un soggetto esterno all’Italia, ma è la sua Autorità garante della concorrenza e del mercato. Dalle parole di Antonio Catricalà, Presidente dell’Antitrust, che oggi ha presentato alla Camera dei Deputati la relazione annuale dell’Autorità, arriva un appello forte, più forte rispetto al passato, alla tenuta del sistema Italia che è sempre più compromesso, anzi a rischio, perché non c’è concorrenza.

"Il primo disegno sulla concorrenza non ha mai visto la luce – ha detto Catricalà nel suo intervento – Questo ritardo è grave: rallenta il processo di ammodernamento del paese; fa perdere fiducia agli imprenditori che vogliono sfidare i monopolisti e agli stessi creditori". Il Presidente dell’Antitrust ha esortato a recuperare il tempo perduto, introducendo assetti di mercato realmente competitivi nei settori fondamentali per la crescita, quali sono le infrastrutture (ferrovie, aeroporti e autostrade), le banche e le assicurazioni.

Per quanto riguarda i servizi locali, dall’Antitrust arriva un secco no alla loro occupazione politica: bisogna fare gare aperte a tutti, secondo le norme del Trattato europeo. Qui il riferimento è anche al referendum: "Il referendum sulla privatizzazione del servizio idrico ha portato via con sé anche la liberalizzazione degli altri servizi pubblici locali, l’unica riforma pro mercato della legislatura. Ciò – ha spiegato Catricalà – non può interpretarsi come una legittimazione del potere politico locale a occupare definitivamente con le aziende municipalizzate tutte le aree economiche: i principi di buon andamento ed efficacia dell’azione amministrativa non sono stati messi in discussione. A quelle regole si devono attenere le aziende pubbliche".

Catricalà ha ribadito più volte che la concorrenza non deve essere un lusso da concedersi sono durante i cicli economici espansivi, ma deve diventare uno strumento indispensabile nei periodi difficili per sostenere la ripresa e difendere i consumatori. Sui prezzi e sulle tariffe, l’Antitrust, pur non avendo competenze dirette, ha generato nel periodo 2006-2010 un risparmio di oltre un miliardo di euro: 73 milioni riconducibili alle indagini sulla vendita di farmaci da banco; 130 milioni al procedimento sulla pasta; 280 milioni derivano dalle istruttorie sul latte in polvere per l’infanzia; 530 milioni di risparmio sono imputabili all’inchiesta sul gasdotto tunisino.

Nel 2010 l’ammontare complessivo delle sanzioni per la tutela della concorrenza è stato di 200 milioni di euro. L’attenzione dell’Antitrust si è concentrata sul settore energetico: 5 gruppi societari, attivi sia nella distribuzione sia nella vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas, hanno presentato impegni per agevolare il passaggio dei propri clienti verso nuovi fornitori, abbattendo così i costi che rendevano troppo oneroso l’ingresso dei concorrenti. "Nel settore bancario l’Autorità ha accettato gli impegni di ABI e Consorzio Bancomat che hanno reso possibili riduzioni per le commissioni interbancarie fino al 36%". Inoltre il sistema creditizio è stato vincolato a un percorso che deve condurre a ulteriori ribassi grazie all’applicazione di analisi di efficienza economica.

Un problema tutto italiano resta sicuramente l’RC auto: ci sono grosse differenze nei premi tra Nord e Sud, anche del 20%, e su scala nazionale ci sono stati aumenti del 25% per assicurare un’auto e di oltre il 35% per un motociclo. Questi aumenti non sono avvenuti, ad esempio, in Francia. Il meccanismo del risarcimento diretto non ha funzionato, evidentemente, perché le compagnie riversano sui consumatori le maggiori spese derivanti dall’inefficienza. Ma non cresce solo l’RC auto.

I prezzi, già alti, dei carburanti continuano ad aumentare. L’Antitrust ha suggerito al Governo misure sulla distribuzione e sta indagando sul settore per essere sicura che l’indice Platt’s costituisca un riferimento trasparente e non distorsivo. "È proseguita la lotta ai cartelli. Sono state scoperte e sanzionate 3 intese segrete tra grandi aziende multinazionali: quella sui prezzi di listino del GPL in bombole, un cartello tra le più importanti imprese di cosmetica a livello internazionale e un accordo illecito tra i principali spedizionieri italiani". Sempre in tema di concorrenza, sono in corso 2 istruttorie sul mercato del gas e forte attenzione è posta sul tema delle reti: "su chi le possiede in esclusiva – ha dichiarato Catricalà – grava una speciale responsabilità ma i monopolisti danno l’impressione di volerla eludere: un presunto abuso di posizione dominante è stato contestato al Gruppo Ferrovie, due a Telecom, due a Poste".

Rispetto alla tutela del consumatore, le sanzioni nel 2010 sono state di 25 milioni di euro e i procedimenti svolti ben 339. La cultura consumerista in Italia non si è ancora consolidata: le aziende pensano molto più spesso ad acquisire un immediato consenso del cliente invece che consolidare un rapporto nel tempo. Il fatto che spesso le aziende si affidano ad intermediari, come operatori di call center l’attività di gestione dei contatti, può generare condotte opportunistiche, come provano le numerose segnalazioni sulla fornitura di beni e sull’attivazione di servizi non richiesti o su contratti conclusi senza l’acquisizione di un consenso informato e consapevole. L’Autorità ha affermato la diretta responsabilità dei committenti nei confronti della clientela.

"Quanto alla pubblicità, troppi messaggi difettano di chiarezza: è inaccettabile che i consumatori vengano privati di informazioni essenziali quando acquistano generi alimentari, quando ottengono un finanziamento, quando scelgono dove passare le vacanze e perfino quando vengono invitati al televoto". Ostacoli al diritto di recesso dai contratti ed alla mobilità tra operatori concorrenti riguardano diversi settori. Catricalà ha ricordato i risultati ottenuti nel mercato dell’elettronica dove il venditore è ora responsabile del buon funzionamento dell’apparecchio, si prende cura della sostituzione o riparazione in tempi certi e ragionevoli e non può più respingere il cliente alla casa produttrice.

Per gli acquisti on line è assicurata piena attuazione del diritto di recesso. Stiamo verificando sul campo, con l’aiuto della Guardia di Finanza, l’esatto adempimento, pronti a sanzionare chi non rispetterà gli impegni assunti. L’Autorità sta, infine, indagando su istituti bancari sospettati di subordinare nei fatti la concessione dei mutui alla sottoscrizione di polizze vita particolarmente costose.

E da oggi scatta una novità interessante per i consumatori italiani che potranno denunciare pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevoli direttamente on-line, sul sito dell’Antitrust.

di Antonella Giordano

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