TUTELA CONSUMATORI. Antitrust, stop all’uso nelle pubblicità aziendali di titoli acquisiti

Usare nella pubblicità aziendale un titolo accademico acquisito "honoris causa" e non attraverso il previsto curriculum universitario è una pratica commerciale scorretta. Questa la decisione innovativa che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha preso dopo una segnalazione del Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli Piceno presieduto dal’avv.ta Micaela Girardi.

Secondo quanto esposto dall’Associazione, l’azienda "Santarelli Costruzioni SpA" utilizzava in messaggi promozionali sulla stampa il titolo professionale di "Architetto" affiancato al nominativo del titolare, Pietro Santarelli. In realtà Santarelli era stato insignito della laurea ad honorem dall’Università di Camerino il 3 ottobre 2003 ma non è iscritto ad alcun Albo professionale degli Architetti.

L’Agcm ha interpellato per il previsto parere anche l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (Agcom), perché la pratica commerciale era stata diffusa anche attraverso le pagine internet aziendali.

L’Agcom ha ritenuto che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli articoli 20, 21, comma 1, lettera f), e 22 del Codice del Consumo, perché "il messaggio pubblicitario contestato, in quanto lascia intendere che il professionista possa utilizzare il titolo di architetto, senza essere iscritto all’apposito albo professionale come sopra specificato, è in grado di orientare indebitamente le scelte dei consumatori, in considerazione del ruolo fondamentale che il messaggio svolge nel processo valutativo e di scelta del consumatore stesso, che potrebbe essere indotto, prestando fede alle indicazioni contenute in esso, ad orientarsi verso tale professionista a preferenza di altri".

Alla luce anche di questo parere, l’Autorità Antitrust si è pronunciata ricordando preliminarmente che, ai sensi della normativa riguardante le professioni di ingegnere ed architetto, prerequisito per l’iscrizione ai rispettivi Albi per l’esercizio professionale è il superamento dell’esame di Stato, che richiede il possesso della laurea specifica.

Anche l’Agcm ha confermato la valutazione dell’Agcom, giudicando la pratica commerciale in esame scorretta ai sensi dell’articolo 20 del Codice del Consumo, nonché ingannevole ai sensi degli articoli 21, comma 1, lettera f), e 22 dello stesso Codice del Consumo. L’azienda quindi stata sanzionata con una multa di 5.000 € con divieto di continuare ad usare il titolo.

LINK: Il bollettino Antitrust del 10/08/2009

Comments are closed.