TUTELA CONSUMATORI. Audizione in Parlamento Ue: cooperazione o coordinamento per le associazioni?

La scorsa settimana si è tenuto in Parlamento europeo a Bruxelles un’audizione pubblica sulle organizzazioni dei consumatori, con l’obiettivo di definire un comune approccio in materia, e discutere delle differenze esistenti fra le diverse organizzazioni dei consumatori in Europa.

  • Le organizzazioni dei consumatori in Europa: 25 modelli di protezione

Per tradizione, ruolo e obiettivi, le organizzazioni dei consumatori presenti in Europa si differenziano di molto le une dalle altre. Secondo Karel Pavlík, rappresentante dell’associazione dei consumatori ceca, persiste un gap notevole fra i nuovi e i "vecchi" Stati membri dell’Unione europea (Ue).

Come ha avuto modo di notare durante il suo intervento, Pavlík ha sottolineato come nella maggior parte dei "vecchi" 15 Paesi dell’Ue, il sistema funzioni bene, basandosi su sviluppi democratici di lungo periodo, mentre nei nuovi Stati membri, "non c’è più tempo per recuperare quanto perduto, in modo da sviluppare una conoscenza e esperienza simili ".

Comunque, nonostante le differenze esistenti a livello europeo, grazie al libero movimento dei capitali, delle merci, dei servizi, degli acquisti al di là delle frontiere e del commercio in Internet, è emersa la necessità di una specifica protezione dei consumatori europei, vista l’inefficacia, come singole, delle organizzazioni dei consumatori nazionali. I diritti dei consumatori sono gli stessi in Europa, ma c’è ancora molta disinformazione al riguardo.

Malgorzata Niepokulczycka, rappresentante della federazione dei consumatori polacca, ha evidenziato come in Polonia le organizzazioni per la protezione dei consumatori lavorino assieme ai cittadini per renderli consapevoli del forte ruolo che rivestono nell’economia di mercato, e per assisterli in caso di necessità.

  • Coordinamento o cooperazione a livello europeo?

Come riuscire a coordinare e finanziare azioni comuni per assicurare standard minimi di protezione dei consumatori in Europa, definendo criteri di base validi per tutte le organizzazioni dei consumatori? Nelle conclusioni del seminario è emerso chiaramente come sia difficile poter disporre di un’unica definizione delle organizzazione dei consumatori a livello europeo.

Per Pavlík, l’unico criterio comune dovrebbe essere quello dell’indipendenza e della trasparenza delle stesse, "in questo modo, afferma, non interferiamo con la libertà di associazione."

Ciò nonostante, è apparso chiaro come sia necessaria una cooperazione a livello europeo per difendere i diritti fondamentali dei consumatori di tutta Europa. "É essenziale che le organizzazioni dei consumatori parlino con una sola voce a livello europeo", ha affermato Camilla Hersom, del consiglio dei consumatori danesi.

Per Jim Murray, presente all’incontro in rappresentanza dell’Organizzazione dei consumatori europea (BEUC), l’obiettivo principale è trovare soluzioni percorribili a livello europeo, con un "sistema di monitoraggio, in cui le organizzazioni con maggiore e minore esperienza possano assieme ovviare agli inconvenienti."

  • L’azione di "protezione" del Parlamento europeo

La commissione parlamentare mercato interno e protezione dei consumatori del Parlamento europeo, responsabile nello specifico per la protezione dei consumatori, ha più volte nel corso della sua recente attività legislativa, richiesto una legislazione più semplice, chiara e incentrata sulla protezione dei consumatori. In questo modo sarebbe molto più semplice farla rispettare.

Il Parlamento europeo, è impegnato nell’adozione non solo di una legislazione specifica per la protezione dei consumatori, ma per una che coinvolga l’intero mercato interno, più trasparente e coerente nel rispetto della fiducia dei consumatori. Un esempio di ciò è rappresentato dalla legislazione sulle pratiche commerciali sleali, punto di riferimento degli scorsi anni per la protezione dei consumatori.

Ma anche in altri campi il Parlamento europeo tiene conto di tale problematica, ad esempio nella legislazione sulla registrazione e autorizzazione dei prodotti chimici (REACH), nella direttiva dei servizi e in quella sugli effetti della globalizzazione nel mercato interno.

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