TUTELA CONSUMATORI. Bersani al Parlamento Ue per sollecitare regolamento europeo su “Made In”

BRUXELLES. Il Ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, ha portato le richieste della tutela del "Made In" davanti agli europarlamentari riuniti a Strasburgo, sollecitando un’ampia azione in favore dell’approvazione del regolamento "relativo all’indicazione del paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi" e di difesa dei diritti e della trasparenza per i consumatori.

In particolare, l’azione di Bersani è a sostegno della Dichiarazione scritta sul «made in» firmata il 23 luglio scorso. Si tratta di un’iniziativa trasversale che ha coinvolto europarlamentari italiani e stranieri appartenenti a tutti i principali gruppi politici del Parlamento europeo. ”Non si tratta di un’iniziativa protezionistica – ha sottolineato Bersani – ma di un’iniziativa di trasparenza, perchè il cittadino deve conoscere quello che acquista”.

L’introduzione di un marchio di origine obbligatorio potrebbe accrescere una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori e quindi scelte di acquisto maggiormente informate. Inoltre rappresenterebbe un ostacolo in più al diffondersi preoccupante di etichette e altre indicazioni false e fraudolente sull’origine delle merci.

La richiesta di regolamento «relativo all’indicazione del paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi» («Made In»), è stata depositata il 2 settembre presso l’ufficio competente del Parlamento europeo La dichiarazione scadrà il 3 dicembre prossimo. Sulla dichiarazione si è aperta ora una raccolta di firme tra gli europarlamentari. Per avere validita’ la dichiarazione deve ottenere il 50% piu’ uno delle firme. A questo punto sarebbe come se il testo fosse stato approvato dall’Europarlamento in seduta plenaria e potrebbe andare in Consiglio Europeo.

Il tutto attraverso l’impulso del sistema camerale (Assicor e Itf con Unioncamere) e delle principaliassociazioni imprenditoriali. Insieme al ministro, che ricopre anche la carica di Presidente del consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, hanno soll ecitato l’impegno degli europarlamentari anche il Presidente di Italian Textile Fashion (associazione fra le Camere di Commercio per il settore tessile e della moda) Luca Mantellassi, Presidente della Camera di Commercio di Firenze e Vice Presidente di Eurochambres.

Attualmente Bruxelles non dispone di alcuna normativa sull’impiego di un marchio di origine ("Made in"/"Fabbricato in") per i prodotti industriali. E le norme sull’impiego volontario di marchi di origine in vigore in alcuni Stati membri sono diverse da Stato a Stato.

I maggiori partner commerciali dell’Unione, invece, hanno introdotto un sistema di indicazione obbligatoria dell’origine di alcune categorie di merci già tempo. Tra questi, dispongono di un tale sistema gli Stati Uniti, il Canada, la Cina e il Giappone.

L’idea di un marchio di origine è contenuta in una proposta di Regolamento che la Commissione UE ha presentato nel dicembre 2005 al Consiglio dell’Unione Europea. In questo momento la proposta di regolamento è in discussione al Consiglio e nel dibattito sono emersi alcuni pareri contrari, specie nei paesi nordici.

Il regolamento dovrebbe applicarsi ai seguenti prodotti industriali importati, (ad esclusione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, e ad esclusione dei prodotti alimentari o derrate alimentari):

Tessile – abbigliamento,

Gioielleria

Calzature

Arredamento

Pelli, cuoio e pelletteria – pellicceria

Ceramica

Spazzole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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