TUTELA CONSUMATORI. Bollette acqua “stratosferiche”: il caso di un associato MDC

Nel futuro l’acqua sarà pagata come l’oro. Ma, nella singolare vicenda accaduta ad un utente, sembra che tale futuro sia già realtà. Veniamo ai fatti: il sig. M., residente nel Comune di Parella (To) e associato del Movimento Difesa del Cittadino, nel dicembre 2006 ha ricevuto una bolletta per il servizio idrico di importo pari a 3.078,29 euro, relativa ai consumi del primo semestre. Comprensibile la preoccupazione dell’utente, pensionato, che solitamente pagava una somma di 50/60 euro ogni sei mesi. Questo è solo l’inizio di una odissea che tuttora non ha trovato una soluzione definitiva.

L’utente, rappresentato legalmente dall’Avv. Regaldo e dall’Avv.Inglese, si è rivolto immediatamente all’Associazione MDC, la quale, tramite missiva del 19.12.2006, respingeva la fattura, chiedendo spiegazioni al gestore del servizio (la società Smat). Dopo alcune verifiche la Smat rispondeva che, nelle vicinanze del Sig. M., esisteva un altro contatore di pertinenza dello stesso.

Ma il "bello" del racconto deve ancora venire. Poichè il suddetto contatore era da tempo in disuso, per poter effettuare la lettura dei consumi gli addetti hanno lasciato scorrere per 24 ore l’acqua dal rubinetto, con un importante ed inutile spreco idrico. "I tecnici, – scrive l’Avv.Inglese – tornati il giorno successivo in loco, ricavavano, con tale metodo alquanto discutibile, un asserito e presunto consumo giornaliero palesemente abnorme e pari a 8 metri cubi. Moltiplicato il valore, così fantasiosamente ottenuto, per il periodo di pertinenza, ecco calcolata l’astronomica cifra di cui alla fattura, pari a euro 3.078,29".

A tale circostanza seguiva un’altra lettera di MDC, con cui l’Associazione inoltrava alla Smat una dichiarazione dell’ex Assessore del Comune di Parella addetto alla gestione dell’Acquedotto, in cui si attestava che il contatore in questione era già stato "annullato e cancellato dagli archivi comunali". MDC sottolineava inoltre che dal relativo rubinetto usciva solo "un filo d’acqua", il quale non poteva certo produrre un consumo di 1500 mc al mese. Da qui ulteriori sopralluoghi e, a distanza di qualche mese, un’altra richiesta di pagamento da parte del gestore, pena la sospensione della fornitura.

Nel luglio 2007 l’Associazione richiedeva, dunque, immediato chiarimento, con il quale veniva lamentata l’arbitraria insistenza nel chiedere pagamenti non dovuti, aggravata dal disservizio e dal disagio per l’utente. MDC, inoltre, diffidava formalmente la società dall’interrompere l’erogazione idrica, riservandosi di ricorrere alle vie legali. Allo stato attuale la vicenda dell’utente non ha però trovato una soluzione, essendosi creata una situazione di stallo. Il legale del Sig. M. si augura che, data la risonanza da parte della stampa, la Smat possa prendere atto della situazione e dare una risposta alla propria condotta.

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