TUTELA CONSUMATORI. Bolzano, CTCU chiede ripristino osservatorio prezzi comunale

Il caro-spesa è ormai una realtà quotidiana per ogni famiglia italiana. Fra le città più care emerge Bolzano, con costi dei prodotti alimentari ben più alti del tasso ufficiale d’inflazione. Lo sottolinea il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), secondo il quale appare indispensabile ripristinare l’osservatorio prezzi istituito mesi fa dal Comune. Un fallimento, invece, secondo l’associazione dei consumatori, l’iniziativa "prezzi fermi", che non ha determinato gli auspicati vantaggi per il portafoglio dei cittadini. Come dimostrato da un’indagine condotta da Altroconsumo, il capoluogo altoatesino detiene un record negativo, con cifre più alte del 26% rispetto ad altri mercati del Paese.

Fondamentale per l’economia è la tutela dei consumatori. "La difesa del potere d’acquisto – dichiara il Centro Tutela Consumatori Utenti – deve rappresentare una vera priorità. In questo senso anche le amministrazioni pubbliche locali devono attivarsi per arginare speculazioni ed effettuare maggiori controlli sui prezzi. Il fatto che il Vicesindaco di Bolzano prenda per buoni, senza un’adeguata verifica, i dati dei due unici importanti operatori della distribuzione alimentare a Bolzano la dice veramente lunga su come stiano le cose … . Se poi si sottolinea che con l’azione "pronto fresco" si regalano i prodotti in scadenza alle famiglie più indigenti, noi diciamo "no grazie, preferiamo prezzi equi e prodotti freschi per l’alimentazione".

"Chi acquista i prodotti dell’iniziativa "prezzi fermi" del 2005 – evidenzia il CTCU – oggi va a sborsare ben oltre il tasso di inflazione ufficiale: per Eurospar, questo accade riguardo ben 15 prodotti su 27 e per A&O riguardo ben 22 prodotti su 27. Se poi l’aumento di questo "carrello della spesa" sia da attribuire alla sostituzione di qualche prodotto o meno non conta, quello che conta è che il carrello dei prezzi "fermi" in realtà sia molto "mobile" e sia acquistabile, tenendo conto dei prezzi minimi, solo con un gravoso ulteriore esborso, con punte del 73,7%!".

Per porre rimedio al fenomeno, il CTCU chiede la riattivazione dell’osservatorio prezzi. "Ci chiediamo – afferma l’associazione – perché il Comune abbia speso 300.000 euro per la creazione dello stesso e ora dimostri di non volerne più sapere, bloccando per esempio l’iniziativa "prezzi fermi" con le categorie commerciali e quella "prezzi garantiti" con il Mercato generale. Chiediamo maggior impegno da parte di Comune di Bolzano e Provincia nella difesa del potere d’acquisto delle famiglie e chiediamo anche che le stesse Amministrazioni siano veri "arbitri" del gioco e non "tifosi" di una categoria (i commercianti) piuttosto che l’altra (i consumatori). In caso contrario i cittadini, sempre più alle prese con rate in aumento, aumenti dei prezzi dei libri di scuola, aumenti dei premi Rc auto, dei servizi bancari, delle tariffe ferroviarie, dei carburanti, del pane e della carne non staranno più solo ad osservare passivamente e sopportare i privilegi di chi non percepisce stipendi fissi oppure pensioni da fame, ma saranno costretti ad organizzarsi e ad agire per la loro sopravvivenza economica. E allora il vento cambierà per molti!".

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