TUTELA CONSUMATORI. Bruxelles vuole semplificare la registrazione delle auto nei vari Paesi UE

Un cittadino che deve registrare la propria automobile in un altro Paese europeo, o registrare nel proprio Paese un’auto acquistata in un altro Stato membro incontra tutta una serie di difficoltà. Lo ha segnalato anche il Rapporto SOLVIT 2010, pubblicato qualche giorno fa dalla Commissione Europea: il 5% dei casi di cui la rete si è occupata sono legati alla registrazione dei veicoli.

In Italia, nel 2010, sono cresciuti i casi di reclami legati a questo tipo di operazione, che dovrebbe essere semplice e veloce e non un incubo burocratico, data la mancanza di coordinamento di regole tra i vari Stati membri. Un problema rilevante è dato dalla richiesta di esibire un certificato nazionale di conformità per i veicoli che sono stati precedentemente registrati in un altro Stato membro. Il fatto di dover fornire informazioni che non erano già state presentate durante la registrazione precedente del veicolo crea un gran numero di formalità burocratiche e comporta spese inutili.

Per semplificare questa situazione la Commissione Europea ha indetto oggi una consultazione pubblica che ha l’obiettivo di identificare le principali difficoltà incontrate dai cittadini e dalle imprese dell’UE nel momento in cui trasferiscono un’automobile comperata e registrata in uno Stato membro verso un altro Stato membro. La consultazione permetterà di conoscere il punto di vista dei cittadini e delle altre parti interessate sulle questioni legate alla registrazione delle automobili e consentirà di configurare gli interventi necessari per rimuovere questo ulteriore ostacolo alla libera circolazione dei beni e dei servizi.

Tra le persone che si trovano a sostenere il peso delle regole attualmente in vigore vi sono:

  • i cittadini che trasferiscono la loro automobile già registrata in uno Stato membro verso un altro Stato membro;
  • le imprese proprietarie di veicoli che usano in altri Stati membri i veicoli registrati in uno Stato membro;
  • le società che vendono autoveicoli di seconda mano in altri Stati membri;
  • le società di autonoleggio e di leasing di autovetture.

L’obbligo di registrare un veicolo a motore precedentemente registrato in un altro Stato membro può inoltre porre problemi alle autorità di registro e fiscali degli Stati membri verso cui sono trasferiti tali veicoli.

 

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