TUTELA CONSUMATORI. Carte revolving, Tar Lazio modifica decisione Antitrust

Nel 2009 l’Antitrust ha esaminato la campagna promozionale delle società Ducato (operante nel settore del credito al consumo), Finiper e Iper Montebello (che gestiscono punti vendita di generi alimentari, prodotti per l’igiene ed altri articoli) con riferimento alla commercializzazione di alcune carte di credito emesse dalla Ducato e all’apertura di linee di credito revolving. Oggi il Tar Lazio ha modificato in parte le conclusioni cui era giunta l’Authority. E’ quanto rende noto Assoutenti che alla sentenza dell’Antitrust ha dedicato una scheda .

L’Agcm aveva contestato la carenza delle informazioni fornite ai clienti; si tratta di un comportamento grave perché il settore del credito è caratterizzato da notevole complessità, e pertanto è richiesta agli operatori una particolare diligenza, al fine di porre il consumatore nelle condizioni di valutare in modo appropriato prodotti e servizi sempre più raffinati e di difficile comprensione. L’Antitrust aveva deliberato sanzioni per complessivi 670.000 euro, così ripartite: Ducato (540.000 euro), Iper Montebello (80.000 euro) e Finiper (50.000 euro),che si sono tutte appellate al Tar.

Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi di Iper Montebello e Finiper, condannate anche al pagamento delle spese. Il Tar ha affermato la corresponsabilità delle due società per le carte emesse dalla Ducato, in quanto la loro commercializzazione all’interno dei punti vendita è frutto di un accordo tra le parti volto a conseguire vantaggi reciproci: e le due società non hanno messo in atto controlli e verifiche per garantire la correttezza delle informazioni ai clienti, sin dai messaggi pubblicitari (non essendo sufficiente la puntuale descrizione dell’offerta presente nelle condizioni generali del contratto).

Più articolato il giudizio nei confronti del ricorso della Ducato. Il Tar, da un lato, ha escluso la possibilità di configurare come "pratica aggressiva" la condotta descritta alla lettera d) (abbinamento della linea di credito alla carta revolving) in quanto mancano le condizioni previste dal codice del consumo (molestia, coercizione o violenza); pertanto ha annullato le sanzioni disposte dall’Agcm per questo aspetto, pari a 180.000 euro. Dall’altro, ha confermato il giudizio dell’Antitrust sul carattere scorretto delle altre pratiche commerciali, limitandosi a ridurre le sanzioni per tener conto del parziale miglioramento della documentazione contrattuale da parte della società dopo l’apertura del procedimento.

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