TUTELA CONSUMATORI. Class action europea, annuncio ritardo. Consumatori: “Gravissimo”

La class action europea è ancora lontana. Lo aveva già anticipato il Presidente del Beuc, Paolo Martinello, in un’intervista pubblicata su Help Consumatori a luglio scorso. Martinello aveva parlato di tempi allungati per ragioni tecniche, ma soprattutto politiche. Ed ora arriva la conferma dagli organi comunitari: il Commissario europeo alla giustizia, Viviane Reding, ha anticipato alla stampa tedesca che la legge sulla class action europea non è più all’ordine del giorno della Commissione. Certo l’idea di introdurre una norma sul ricorso collettivo non è stata abbandonata, ma definirne i criteri è più difficile del previsto, per le differenze tra i vari sistemi giuridici dei 27 Stati membri. La Commissione sta continuando a studiare l’impatto che un class action europea avrebbe sui sistemi giuridici di ogni Paese, e tale analisi dovrebbe essere completa entro l’estate del 2011.

Secondo i Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, si tratta di un ritardo gravissimo. "Una class action che promuova realmente la trasparenza e la competitività all’interno del mercato, infatti, è un presupposto imprescindibile per un’Unione Europea che si voglia dimostrare coerente con i principi sui quali si fonda – dichiarano i due Presidenti – Il fatto che non si intervenga per accelerare questa importante questione non solo è grave, ma dimostra ancora una volta che in Europa non esiste un’associazione dei consumatori all’altezza di rappresentare in maniera efficace le istanze dei cittadini europei".

A tal proposito Federconsumatori e Adusbef, insieme alle Associazioni dei Consumatori di altri 13 paesi, stanno dando vita ad un’Associazione, l’ECU – European Consumers Union, "realmente in grado di rappresentare i consumatori a livello europeo, perché totalmente svincolata da ogni cordone ombelicale e legame con le imprese". "Attraverso l’ECU continueremo ad effettuare le nostre denunce e ad avanzare le nostre richieste in direzione di un ampliamento della tutela dei consumatori/utenti. Facciamo appello alla Commissione Europea affinché acceleri i tempi per l’entrata in vigore della class action europea, prendendosi le proprie responsabilità, senza troppo dilungarsi nello studio delle normative vigenti nei vari paesi. Soprattutto preghiamo la Commissione di non prendere in alcun modo ad esempio la normativa introdotta in Italia dai "liberisti nostrani", né relativamente al contenuto, né relativamente ai temporeggiamenti, ai ritardi ed alle titubanze che hanno portato, alla fine, all’approvazione di una norma impoverita e snaturata".

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